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Cina: scatta la protesta per la censura sul web


Cina: scatta la protesta per la censura sul web
11/06/2009, 15:06

In Cina c'è una cospicua comunità di cybernauti, che deve lottare tutti i giorni con la pesante censura imposta dal regime che guida il Paese. Ma adesso c'è stata una novità, che rischia di provocare una rivolta: l'introduzione obbligatoria, nel PC di chi vuole navigare, di un programma chiamato Green Dam che blocca qualunque accesso ai siti che non siano quelli autorizzati dal governo. Fin qui, uno potrebbe anche dire che non cambia nulla; in realtà cambia molto. Infatti questo programma di fatto monitora ciò che fa il singolo utente; in pratica una versione internettiana del Grande Fratello di Orwell, a cui non può sfuggire nessun cybernauta cinese. A questa invasione nella privacy, c'è stata di fatto una rivolta, con migliaia di e-mail di protesta inviate ai Ministeri cinesi responsabili.
A sua volta, il governo cinese ha reagito ripetendo che la misura scelta ha come unico obiettivo quello di difendere i giovani dalle immagini sconce dei siti pornografici; ma non è stato molto credibile, evidentemente

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di Antonio Rispoli
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