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Cina, senza lavoro venti milioni di persone


Cina, senza lavoro venti milioni di persone
03/02/2009, 07:02

Una nuova inchiesta condotta in Cina rivela che venti milioni di immigrati dalle campagne hanno perso il lavoro a causa della crisi economica. Tre volte più di quanto non fosse stato preventivato.

Secondo l'inchiesta condotta dal Central Rural Work Leading Group in quindici province cinesi, il 15 percento dei lavoratori migranti avrebbero già perso il lavoro. Ogni anno una popolazione compresa fra i cinque e i sette milioni di persone lascia la campagna per andare a cercare lavoro nelle grandi città, andando ad aggiungersi all’esercito dei circa cento trenta milioni di immigrati. “Se noi mettiamo queste cifre insieme – ha dichiarato Chen Xiwen, direttore del Central Rural Work Leading Group – arriviamo ad avere una popolazione di venticinque- ventisei milioni di lavoratori che stanno affrontando la disoccupazione”.

Questi dati appaiono di gran lunga inferiori a quelli rilasciati il mese scorso dal direttore del dipartimento nazionale di Statistica, secondo il quale solo un 5 percento dei lavoratori avrebbe fatto ritorno al paese originario, dopo aver perso il lavoro.
La situazione però varia molto da zona a zona. Un recente rapporto della rivista economica Caijing ha dimostrato che un emigrato su dieci ha già fatto ritorno nello Guangxi, una provincia molto povera nel sud del Paese.
Un così alto numero di disoccupati comunque impensierisce le leve politiche cinesi, che temono disordini sociali. Per questo sembra che agli ufficiali sia stato dato l’ordine di stroncare ogni problema sul nascere, prima che possa svilupparsi.

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di Redazione
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