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750 miloni di euro in arrivo per una cittadina giapponese

Città sull'orlo del default venduta a Sony e McDonald's

Il danaro sarà versato sotto forma di bond municipali

Città sull'orlo del default venduta a Sony e McDonald's
21/03/2012, 17:03

TOKYO - A un passo dal default, una città giapponese tenta la mossa della disperazione e mette in vendita il nome: pur di racimolare nuove risorse, Izumisano accetta di diventare Sony city o McDonald's city, con i dipendenti comunali pronti a ritagliare lo spazio pubblicitario sulle attuali divise o a indossare magari quelle dalla catena di fast food americana, molto popolare anche nel Sol Levante. La città, a due passi da Osaka e con 100.000 abitanti, ha aperto la caccia al facoltoso sponsor per rianimare le casse schiacciate da un debito equivalente a 750 milioni di euro, sotto forma di bond municipali, cioè 7.500 euro per residente. Le disavventure, raccontano all'ANSA da Izumisano, risalgono ai sogni di “grandeur” della “bubble economy” (baburu keizai) degli anni '80 e all'inaugurazione nel 1994 dell'aeroporto internazionale del Kansai disegnato da Renzo Piano, la struttura avveniristica realizzata nel mare con un sofisticato sistema di palafitte di cemento. Noboru Mukae, sindaco dal 1976 al 2000, lanciò l'ambizioso programma di infrastrutture pubbliche, quali l'ospedale, l'acquedotto, la rete fognante e il centro culturale a maggior ragione con la stima che il nuovo scalo aereo (la cui parte nord cade nel territorio di Izumisano) avrebbe aumentato in modo esponenziale flusso di visitatori ed economia locale. In vista di un vero boom, si decise anche la costruzione nel 1996 del “Rinku Gate Tower Building”, un edificio polifunzionale di 256 metri che è il secondo grattacielo del Giappone. Le cose sono andate diversamente: la deflazione (defure) e la crisi economica hanno fatto crollare il gettito e messo sotto pressione il bilancio comunale, fino al deficit d'esercizio cronico, pari a 5,5 milioni di euro nell'anno fiscale 2010-11. Il nuovo sindaco, Hiroyasu Chiyomatsu, ha optato per i metodi drastici: cessione dei diritti del nome della città per 1-5 anni, seguendo la pratica degli anni 90 lanciata in Usa per lo sponsor di grandi centri sportivi, come accaduto in Giappone di recente allo stadio di Yokohama, diventato Nissan Arena. Il bando per la sponsorship, cui manca un minimo d'offerta, sarà aperto da giugno a novembre a imprese locali e internazionali. Poi, se la gara avrà buon fine, toccherà alla maggioranza del consiglio comunale approvare l'operazione, non semplice in considerazione delle comprensibili proteste. Il ministero degli Enti locali ha espresso stupore per l'iniziativa (“mai sentita una cosa simile”, ha riportato lo Yomiuri Shimbun), mentre i piani della città di Izumisano prevedono anche l'ipotesi di personalizzare strade, monumenti ed edifici pubblici, fino a far apparire la pubblicità sulle divise dei dipendenti comunali. Un dirigente municipale ha spiegato che “c'è lo sforzo di fare tutto il possibile per superare una situazione finanziaria difficile. C'è il vantaggio per lo sponsor di poter lanciare informazioni al mondo con la vicinanza allo scalo del Kansai”. Non è chiaro se sarà un fattore sufficiente a dare appeal alla gara, ma il tentativo è disperato: Izumisano è stata inserita nel 2009 nella lista nera delle città in condizioni finanziarie negative, anticamera del fallimento.

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di Valerio Esca
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