Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Il presidente parla della scelta di ridurre emissioni di CO2

Clima, Barroso: "Paesi non pronti. Trattato su emissioni lontano"


Clima, Barroso: 'Paesi non pronti. Trattato su emissioni lontano'
08/12/2009, 19:12

COPENAGHEN – Secondo giorno di lavori quest’oggi a Copenaghen per il summit mondiale sul clima, e c’è già una faccia discordante dal gruppo. È quella del premier portoghese, Josè Manuel Barroso, al momento nelle vesti di presidente della Commissione europea. Barroso è intervenuto da Parigi, dove si è intrattenuto con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, per parlare della limitazione dei gas a effetto serra per i Paesi più industrializzati e dei contributi finanziari per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi a questa minaccia.
Il presidente della Commissione Europea, ha fatto sapere che "non ci sarà un trattato a Copenaghen, non è possibile, non è stato preparato, ci sono alcuni dei nostri partner che non sono preparati".
Si va verso un preaccordo, insomma, che costruisca solo le basi per un futuro trattato mondiale.
“I Paesi del mondo non sembrano ancora pronti ad accettare la riduzione del 20% delle emissioni di Co2 per il 2020 già varata dai Paesi UE". 
Un pessimismo che fa pensare al peggio. Peggio che in tal caso corrisponde alla crescita della temperatura del mondo di due gradi centigradi. Per sperare di restare sotto quota due gradi gli scienziati affermano che le emissioni globali di gas serra, dovute in larghissima parte alle combustione di carburanti fossili, vanno senz’altro dimezzate entro il 2050. Pareri lontani anni luce dalle scelte dei “Grandi Capi” che, giunti ormai alla soglia del 2010, sono ancora fermi al palo del 20%. Servirebbe un cambio di rotta drastico. A generarlo potrebbero essere le buone notizie provenienti dagli States dove il presidente Barack Obama ha promesso un primo taglio delle emissioni del 17% rispetto ai livelli del 2005. Il cambio di scena promesso e messo in atto dagli Stati Uniti potrebbe poi trascinare dietro se le scelte di altri Paesi, tra cui la Cina.
Un effetto domino che attende solo di essere scatenato insomma, ma per cui, a detta di Barroso, i tempi non sembrano ancora essere maturi.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©