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COME AVVIENE L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE STATUNITENSE?


COME AVVIENE L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE STATUNITENSE?
03/11/2008, 07:11

Ci stiamo avvicinando alle elezioni che determineranno il nome del Presidente del più potente Stato del mondo. Questo è un vademecum per capire quali sono le regole che si usano. Una piccola premessa: gli Stati Uniti sono tradizionalisti e le regole sono le stesse che furono elaborate oltre due secoli fa, anche se c'è stato qualche miglioramento tecnologico sui dettagli.

Innanzitutto la data: le elezioni avvengono sempre il primo martedì di novembre, a condizione che quel giorno non sia il primo del mese; se avviene, si spostano al martedì successivo per liberare i festeggiamenti di Halloween e dei morti. Tuttavia il presidente neoeletto prenderà le consegne dal presidente uscente solo il 20 gennaio prossimo. Fino ad allora - per prassi - il presidente uscente si occupa solo dell'ordinaria amministrazione mentre si consulta con quello entrante per i problemi più seri.

Quando si vota, non si vota direttamente per il presidente, come molti credono. Si vota per eleggere "Grandi Elettori", membri di partito incaricati di votare per il leader del partito stesso in una apposita assemblea, come uscito dalle primarie. Ognuno dei 50 Stati adotta il sistema di votazione che più gli aggrada: cartaceo o elettronico, quello che vuole. La cosa importante è che il candidato che conquista la maggioranza relativa dei voti all'interno di uno Stato, elegge tutti i Grandi Elettori che quello Stato ha a disposizione. Infatti ogni Stato ha assegnato un certo numero di Grandi Elettori da eleggere, a seconda della ricchezza prodotta e della popolazione che ospita. Per esempio la Florida ne ha 27, l'Ohio 20, la Pennsilvanya 21, ma il New Hampshire o il New Mewico rispettivamente solo 4 e 5. E così via. Ed ecco da dove nascono certi numeri "strani" perchè troppo bassi per indicare il numero dei votanti. Quando si legge che "Obama ha superato quota 270", per esempio, si intende proprio questo, perchè i Grandi Elettori alla fine sono 538. Se ne hai almeno 270 dalla tua parte hai vinto. Secondo alcuni sondaggi, Obama potrebbe averne più di 370, con una vittoria che signioficherebbe la debacle per i repubblicani, ma questo è un altro discorso.

Quello che conta è anche un altro dato: che non conta prendere più voti in termini assoluti per vincere, ma prenderli dove conta. Ecco perchè i repubblicani concentrano le energie in pochi Stati in bilico: perchè se riescono a prendersi sei degli Stati incerti (sono detti "Swing States"), quelli che danno Più Grandi elettori,  potrebbero vincere le elezioni. Allora non ha senso sforzarsi per il New Hampshire, con i suoi 4 Grandi Elettori; meglio il North Carolina con i suoi 15 Grandi Elettori. Un altro esempio: quando nel 2000 ci fu quella storia che si trascinò stancamente tra George Bush e Al Gore, di Tribunale in Tribunale fu perchè tra i due ci fu un risultato di sostanziale parità, sicchè i 27 Grandi Elettori della Florida furono decisivi per decidere a chi spettasse la presidenza; e i Tribunali decisero per Bush, anche grazie ad un sistema elettorale cervellotico usato in quello Stato, che protò a moltissime schede nulle.

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di Antonio Rispoli
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