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"Quando non è la volontà, serve l'obbligatorietà"

Commissario Ue alla Sanità: "Sui vaccini è l'Italia l'esempio da seguire"


Commissario Ue alla Sanità: 'Sui vaccini è l'Italia l'esempio da seguire'
19/11/2019, 10:58

ROMA - Intervista di Repubblica al Commissario Ue alla Sanità uscente, Vytenis Andriukaitis. Una intervista nella quale è stato affrontato anche l'argomento vaccini. Su cui Andriukaitis ha fatto i complimenti all'Italia per la scelta di approvare il decreto Lorenzin che ha reso obbligatori i vaccini: "Quello italiano è un ottimo esempio, che andrebbe seguito anche da altri Paesi. Penso è che sia strano trovarci ancora a discutere in termini di alternative. Non è questione di vaccinazioni volontarie o obbligatorie, ma di come raggiungere un alto livello di copertura vaccinale per adulti e bambini. E dove non si riesce a farlo con un piano di vaccinazioni volontarie, l’unica possibilità è quella di renderle obbligatorie. Non dovrebbe essere un argomento controverso. Di fronte a buoni risultati in nazioni come l’Italia, questo approccio andrebbe riconosciuto da tutti come pratica utile, e adottato anche in altri stati membri". E poi ha ricordato che in Europa nel 2018 ci sono stati quasi 20 mila casi di morbillo, concentrati soprattutto in tre Paesi: Gran Bretagna, Italia, Romania. E ha anche contestato le posizioni no-vax: "Dobbiamo cercare di spiegare alle nostre società quali sono le conseguenze concrete delle posizioni anti-vax: oggi abbiamo 19mila casi di morbillo all’interno dell’Ue. Per noi è molto importante sensibilizzare i cittadini europei, e chiediamo a tutti gli attori coinvolti, compresi i media e i social media, di fornire informazioni scientifiche alla popolazione. L’unico modo per sconfiggere gli anti vax è far capire alle persone cosa sono i vaccini: strumenti economici ed efficaci, che salvano vite umane". 

Nell'intervista si è parlato anche di un altro problema: sono sempre più i batteri resistenti agli antibiotici, che provocano malattie difficilmente debellabili. Un problema che la Ue sta combattendo limitando l'uso di antibiotici non solo in medicina, ma anche in campo agricolo e nell'allevamento. Perchè poi sorge il problema che questi antibiotici finoscono nell'ambiente e forniscono l'opportunità ai batteri di diventare più resistenti. Con pessime conseguenze per la salute umana: in Unione Europea oltre 30 mila persone l'anno muoiono per batteri resistenti agli antibiotici. 

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di Antonio Rispoli
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