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Prima chiede scusa, poi vuole essere assolto

Compagno Duch condannato a 30 anni: ha torturato15000persone


Compagno Duch condannato a 30 anni: ha torturato15000persone
26/07/2010, 18:07

Phnom Penh – E’ stato condannato a 30 anni di prigione per crimini contro l'umanita' e esecuzioni di massa. Lui è Kaing Gueak Eav, 67 anni, meglio conosciuto come ''compagno Duch''. Il tribunale misto istituito dall'Onu in Cambogia ha giudicato Eav, direttore del carcere di Tuol Sleng durante il regime dei Khmer Rossi, responsabile della morte di piu' di 2 milioni di persone per fame, lavori forzati e esecuzioni. Conosciuto come il ''compagno Duch'' è il primo ad affrontare la giustizia in un tribunale internazionale. Per i sopravvissuti e i parenti delle vittime la Corte ha sbagliato sottraendo dalla pena (30 anni) il periodo che ha già passato in carcere dal suo arresto nel 1999. Dunque, i suoi primi 11 anni li ha già scontati, secondo la giustizia. Nel giro di un ventennio potrebbe essere libero. 
''Milioni di persone sono state uccise, milioni di dollari sono stati spesi nel processo, ma l'assassino potrebbe essere rilasciato'', ha detto Chum Mey, 79 anni, uno dei pochi sopravvissuti alla prigione e alle torture del regime dei Khmer rossi. Duch, durante il processo, si e' scusato per aver autorizzato gli omicidi di 15.000 tra uomini, donne e bambini, ma alla fine ha chiesto di essere assolto.
Kaing Guek Eav era un ex professore di matematica proveniente da un'anonima provincia della Cambogia centrale. Oggi è stato giudicato per crimini di guerra e contro l'umanità nei tardi anni Sessanta. Imprigionato per un anno per la sua militanza nel nascente movimento dei Khmer Rossi, una volta rimesso in liberta' si uni' alla guerriglia contro il regime di Lon Nol. Responsabile di un centro di prigionia dei guerriglieri nelle campagne, dopo la presa di Phnom Penh dell'aprile 1975 Duch divento' il viceresponsabile del carcere di Tuol Sleng. Un anno dopo, a seguito della rimozione del suo superiore, fu promosso al suo posto. Sotto la sua spietata e meticolosa gestione, nel luogo-simbolo del genocidio cambogiano morirono 15 mila persone, dopo orrende torture.
Nel gennaio 1979, di fronte all'avanzata delle truppe vietnamite, come altri esponenti del regime Duch si diede alla macchia, fuggendo verso il confine con la Thailandia. Ha vissuto nell'ovest del Paese controllato dai Khmer rossi fino ai primi anni Novanta, tornando a insegnare e lavorando poi per una Ong fino al 1999, quando fu identificato da un fotogiornalista irlandese che si era messo sulle sue tracce.
Una volta scoperto, si consegno' pacificamente alle autorita'
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di Elisabetta Froncillo
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