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Morti 40 ribelli in 3 attacchi

Congo, sparatoria in aeroporto: bloccate 24 coppie italiane


Congo, sparatoria in aeroporto: bloccate 24 coppie italiane
30/12/2013, 16:06

KINSHASA - Tensione alta a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo: situazione delicatissima all'aeroporto internazionale al cui interno, secondo quanto si apprende da fonti doganali, c'è stata una sparatoria Lo hanno riferito fonti doganali. Sono sedici i ribelli rimasi uccisi nello scontro a fuoco all'aeroporto, mentre non risultano vittime tra i civili e tra le forze di sicurezza. Sono presenti anche famiglie italiane sul territorio congolese, in particolare nelle vicinanze dell'aeroporto: si tratta delle coppie italiane bloccate con i bambini che hanno adottato e che raccontano che dall'aeroporto, che sarebbe al momento chiuso, si sentono spari. Loro sono bloccati nell'orfanotrofio con i bambini e hanno chiesto alle autorità italiane di poter partire con i piccoli, in base ad un decreto ministeriale che autorizza il ministero degli Affari esteri ad emettere passaporti diplomatici temporanei per i cittadini stranieri in situazioni di emergenza, ovvero i bambini regolarmente adottati dalle coppie italiane ma ancora bloccati in Congo, nonostante la visita della delegazione inviata pochi giorni fa a Kinshasa dal premier Letta. La risposta delle autorità italiane, riferiscono i genitori, sarebbe però negativa. "Temiamo per la nostra incolumità, ma non andremo via senza i bambini. Il governo italiano deve muoversi subito: ci vengano a prendere per riportarci tutti, compreso i nostri figli, subito in Italia. Abbiamo paura", sono le parole di uno dei genitori dall'orfanotrofio.

Assaltata anche la sede della radio-televisione nazionale. Qui i morti tra i ribelli sono 8. Gli assalitori, che avevano preso in ostaggio alcuni giornalisti, hanno letto in video - prima di interrompere le trasmissioni - un messaggio apparentemente rivolto al presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila. "Gideon Mukungubila è venuto a liberarti dalla schiavitù dei ruandesi", diceva il messaggio ascoltato dalla Reuters. Nel 1997 forze ruandesi aiutarono il padre di Kabila, Laurent, a rovesciare il dittatore Mobutu Sese Seko. Il gruppo armato ha affermato di aver agito per conto di un leader religioso, nonché ex candidato alle presidenziali del 2006, vinte dall'attuale presidente, Joseph Kabila.

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di Elisa Manacorda
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