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Vietato il commercio del prodotto del noto fast food

Contea Usa vieta l'Happy Meal di McDonald


Contea Usa vieta l'Happy Meal di McDonald
28/04/2010, 22:04

Le grandi multinazionali ed i salutisti-nutrizionisti difficilmente riescono ad andare d'accordo e, ciò che è successo nella Contea di Santa Clara, negli States, non fa che confermare questa regola. L'ammistrazione locale ha difatti scelto di vietare il commercio del famossismo Happy Meal da anni prodotto di punta del McDonald. Motivo? La presenza di un giocattolino sempre diverso e solitamente di buona qualità spingerebbe i bambini ad avvicinarsi troppo a cibi e bevande decisamente poco salutari.
Per i nutrizionisti, infatti, è  deprolevole il mezzo promozionale che spinge i più piccoli ad un consumo eccessivo di patatine fritte, coca cola ed hamburger; tutti alimenti inseriti nella lista nera di ogni dieta equilibrata. E così, il consiglio dei supervisori, ha deciso di bandire il prodotto fin quando il contenuto dell'Happy Meal tanto amato dai bambini non rispetterà valori nutrizionali più equilibrati e salutari. Secondo i responsabili dell'iniziativa legislativa che andrà in vigore da questa estate, dunque, i più piccini sarebbero spinti a richiedere il celebre pacchetto ideato dal più noto fast food al mondo non tanto per il contenuto alimentare quanto, piuttosto, per il balocco contenuto al suo interno.
Dopo la comunicazione ufficiale, come intuibile, sono subito esplose le prime polemiche; con i portavoce di McDonald che hanno definito il provvedimento privo di fondamento ed hanno difeso il proprio prodotto asserendo che, in termini di valori nutrizionali, l'apporto dato ai bimbi è tutt'altro che dannoso. L'Happy Meal esiste dal 1979 praticamente in tutti i paesi dove è presente il noto fast food ed è conosciuto con diverse varianti e nomi; con possibilità di sostituire il "pacchetto" classico con prodotti alimentari più salutari come insalate e pasta. Il timore dei responabili della multinazionale è proprio quello che, dalla California, la premura salutista possa diffondersi in tanti altri paesi dentro e fuori dagli States e creare dunque enormi danni all'azienda.
Che sia un semplice problema di profitto è stato ovviamente chiaro fin dal principio ma, a questo punto, ci sarebbe molto da discutere riguardo la reale dannosità del menù per bambini proposto dal colosso statunitense: se è sul serio  pericoloso, allora, il provvedimento preso in California è sacrosanto. In caso contrario, invece, si tratterebbe solo di eccessivo zelo di qualche nutrizionista troppo pignolo. In ogni caso, però, è più difficile credere alla seconda ipotesi; o no?

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di Germano Milite
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