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Assad: Abrogato lo stato di emergenza del 1963

Continuano le manifestazioni in Siria.Salgono a nove i morti

Gas lacrimogeni per allontanare la folla di manifestanti

Continuano le manifestazioni in Siria.Salgono a nove i morti
22/04/2011, 16:04

SIRIA - Le proteste contro il regime di Assad continuano a farsi sentire e oggi si fanno più insistenti che mai. Sono scesi per le strade per far sentire la loro voce gruppi e gruppi di persone . Duecento di queste hanno manifestato nel centro di Damasco, altre 5 mila a Qamishli e ancora 10 mila a Deraa. Alcune fonti riportano che per allontanare e disperdere la folla, le forze dell’ordine abbiano fatto ricorso a gas lacrimogeni. Gli ultimi aggiornamenti comunicano che ci sono state anche delle vittime, ancora in dubbio se sei o nove come comunicano fonti differenti della tv al-Arabiya.
Secondo il canale inglese di Al Jazeera fino ad ora a perdere la vita sono stati nove manifestanti di cui sette nel villaggio di Azraa, due a Duma a nord di Damasco e uno nella terza città siriana, Homes. Secondo le dichiarazioni di attivisti per i diritti umani i calcoli sarebbero diversi. Le notizie rilasciate su Twitter da uno di questi, Wissam Tarif, un dimostrante è morto a Homs,a nord della capitale e altri sei sono solo rimasti feriti. Malath Aumaran, altro attivista, parla invece di sei manifestanti uccisi a Azraa.
Il presidente Bashar Assad ha inoltre deciso, giovedì di abrogare lo stato di emergenza che vigeva dal 1963. Nonostante questa misura, in vigore ininterrottamente,nel corso di una manifestazione nell’università di Aleppo, il regima aveva fatto arrestare 35 persone.
La decisone del presidente non convince affatto i cittadini, che incitano i manifestanti a non fermarsi e continuare nella loro battaglia. A Qamishli i manifestanti, arabi, curdi e cristiani assiri, hanno sventolato le bandiere siriane sfilando di fronte alla moschea Qasmo. E ancora a Daraa, quasi 10mila manifestanti si sono riuniti a piazza al-Saraya nel centro della città. Slogan, cori, frasi a favore della libertà e in omaggio ai martiri iman festanti chiedono i loro diritti e lo scioglimento dei servizi di intelligence e processi per i supi componenti.

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di Alessia Tritone
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