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Lo slogan “Morte all’America” fa il giro del Paese

Corano bruciato: quinto giorno di protesta. Tre vittime

Migliaia di afghani tentano l’assalto alla sede Onu

Corano bruciato: quinto giorno di protesta. Tre vittime
25/02/2012, 11:02

KABUL – Quinto giorno di proteste in Afghanistan, dove lo slogan “Morte all’America” continua a risuonare in tutto il Paese. La rabbia anti Usa, dopo l’episodio del rogo del Corano, non accenna a placarsi e da cinque giorni sta mietendo diverse vittime. Anche oggi migliaia di manifestanti inferociti hanno circondato il complesso dell’Onu nella città di Kunduz, nella parte settentrionale dell’Afghanistan, nel tentativo di assaltarlo. È di almeno tre morti il bilancio di queste nuove violenze: dopo il morto di Logar, altri due manifestanti, infatti,sono stati uccisi dalla polizia a Kunduz, mentre davano fuoco a case e negozi.
Secondo il racconto dei testimoni, almeno mille persone hanno avviato un corteo per le strade di Kunduz City, prima sfilando in modo pacifico, ma poi alzando i toni della protesta, con nutriti lanci di pietre contro edifici governativi, con azioni incendiarie e con l’assalto alla locale sede dell’Onu. Il portavoce del governo provinciale, Sarwer Hussaini, ha indicato che la polizia, che aveva costituito una cintura di sicurezza, ha respinto i manifestanti sparando in aria, con un bilancio provvisorio di almeno cinque feriti.
Kunduz è solo una delle cinque province dove oggi, insieme a Kabul, sono riprese le proteste per la dissacrazione del Corano commessa da militari Usa della base di Bagram. Nei giorni scorsi il saldo delle vittime ha raggiunto quota 29, mentre i feriti sarebbero almeno 200 in tutto il Paese. Le altre province coinvolte oggi sono Logar, dove ci sarebbe stato un morto e numerosi camion incendiati, Nangarhar, Paktia e Laghman.

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di Antonio Formisano
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