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Il belpaese soltanto al 69posto

Corruzione: Meglio il Ghana dell'Italia

Classe politica sul banco degli imputati

Corruzione: Meglio il Ghana dell'Italia
02/05/2012, 21:05

ROMA - Subito dopo il Ghana e prima della Macedonia: non è molto confortante la posizione dell'Italia nella classifica del Global Corruption Barometer di Transparency International, lo strumento più utilizzato per paragonare l'intensità della corruzione tra paesi. A pubblicarla è Italia Futura, il think tank che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo, in un un'analisi curata dal docente di economia alla Michigan State University, Raoul Minetti e dal ricercatore del Ceps di Bruxelles, Alessandro Giovannini. L'indice più conosciuto, il Corruption Perception Index, quello che misura la percezione del livello di corruzione, è infatti impietoso per l'Italia: su 183 paesi analizzati nel 2011 - rileva Italia Futura - l'Italia si posiziona al 69 posto, subito dopo il Ghana e prima della Macedonia. Solo per capire (la classifica si legge in senso contrario) la Germania è al 15esimo posto, Belgio e Irlanda al 19esimo, la Francia al 25esimo e la Spagna al 31esimo. Ed anche restringendo l'attenzione ai solo paesi Ocse, la corruzione è percepita più pervasiva solo in Grecia e Messico; con l'Italia che registra un valore di 3,9 contro una media Ocse di 7,0 (anche in questo caso valori più bassi dell'indicatore indicano più corruzione percepita). E sul banco degli imputati finiscono soprattutto gli attuali partiti politici. Stando allo studio, infatti, gli attuali partiti e parlamenti nazionali vengono percepiti come decisamente più corrotti rispetto alle imprese e al settore privato. Questo spread di fiducia tra settore privato e attuale classe politica è particolarmente ampio in Italia, oltre che in Grecia e in Spagna, sintetizza Italia Futura. E, come se non bastasse, Italia Futura segnala come l'ultimo rapporto 'Grecò (il Gruppo di Stati contro la Corruzione, creato dal Consiglio d'Europa) abbia ritenuto del tutto o parzialmente insoddisfacenti le azioni di lotta alla corruzione dell'Italia in non meno di 13 delle 22 aree indagate. Greco ha infatti bacchettato l'Italia in aree cruciali. Tra queste, l'insufficiente addestramento e risorse a disposizione delle forze dell'ordine per la lotta ai reati di corruzione e agli illeciti finanziari; la necessità di rafforzare le banche dati sul sequestro e la confisca di beni sul territorio nazionale; 'assenza di codici di condotta pubblicamente annunciati per i membri del Parlamento. E, a livello della Pubblica Amministrazione, le insufficienti normative sul conflitto d'interessi dei funzionari pubblici. 

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di Valerio Esca
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