Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

La mega inchiesta

Corruzioni in Turchia: Erdogan fa fuori 350 poliziotti

Il premier teme un complotto che mini l'ascesa del paese

Corruzioni in Turchia: Erdogan fa fuori 350 poliziotti
07/01/2014, 10:03

ANKARA - Il governo turno non trova pace. L'esecutivo Erdogan sta cercando di contenere in ogni modo la mega-inchiesta per corruzione che ha messo seriamente in difficoltà il governo e che minaccia una fase di instabilità senza precedenti in Turchia. L’ultima azione è stata quella di licenziare ben 350 poliziotti in base ad un decreto governativo pubblicato a mezzanotte, decreto che dispone tra l'altro l'immediato rimpiazzo di 250 agenti. A quanto si apprende dai media turchi, fra i licenziati ci sono i capi degli uffici di Ankara contro i reati finanziari, la pirateria informatica e la criminalità organizzata. 

Tale scandalo di corruzioni che scuote il paese ha già portato alle dimissioni di tre ministri, quelli dell’Interno, Economia e Ambiente, dopo che i loro figli sono finiti in manette in una “tangentopoli” legata a licenze edilizie in aree urbane che portò all’arresto di oltre 50 persone. I primi ad annunciare le dimissioni furono stati Zafer Caglayan (titolare dell'Economia) e Muammer Guler (dell'Interno). A loro, poche ore più tardi, si aggiunse anche il collega Erdogan Bayraktar, il quale ha invitato anche il primo ministro a lasciare: "Per il bene ed il benessere di questo paese, credo debba dimettersi".

Erdogan invocare un complotto straniero per minare l’ascesa della Turchia, mentre la maggioranza degli analisti ritiene che alla base della vicenda vi sia un conflitto sempre più aspro tra il potente leader musulmano Fetullah Gulen ed Erdogan. Il premier, oltre all'ondata di licenziamenti nella polizia, ha attaccato il Consiglio superiore della magistratura turco per le sue critiche alle ingerenze del governo nelle indagini.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©