Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

Nascono i sommelier made in Italy in Cina

Corsi made in Italy per sommelier cinesi

Presentato il Premio Gambelli per il miglior enologo

Corsi made in Italy per sommelier cinesi
16/02/2012, 17:02

Italia e Cina unite dalla passione per il vino. Sbarcano a Shanghai e a Pechino corsi made in Italy per diventare sommelier. Ma non solo. Ai corsi di formazione saranno affiancati anche pre-corsi di italiano, con tanto di fornitura di materiale didattico. Il tutto sarà coronato, alla fine del corso, dal rilascio di un titolo di Sommelier dell’Associazione Italiana della categoria. È questo l’ambizioso progetto nato per formare classi di assaggiatori cinesi di vini, stipulato tra l’Università per Stranieri di Siena, l’Associazione Italiana Sommelier ed Enoteca italiana con l'intento di affermare i valori qualitativi e culturali dei vini italiani in Cina. Il protocollo d'intesa, patrocinato dal ministero delle Politiche Agricole, è stato firmato oggi da Massimo Vedovelli, rettore dell'Università per Stranieri di Siena, Antonello Maietta, presidente Associazione Italiana Sommelier e Claudio Galletti, presidente dell'Ente Vini - Enoteca Italiana. I primi due corsi avranno luogo a Shanghai e Pechino, città sedi del progetto “100 Enoteche Italiane”. In un secondo momento verranno individuate altre città per lo svolgimento dei corsi, in collaborazione con università, agenzie cinesi o consorzi italiani presenti nel Celeste Impero. L'Università per Stranieri di Siena recluterà gli interessati cinesi, mentre Enoteca Italiana, che da 4 anni è presente in Cina attraverso la sua rete commerciale, metterà a disposizione, oltre ai vini italiani, anche la sua sede di Shanghai, Yishang Wine Business Consulting. I docenti, infine, saranno reclutati dall’Ais. Un progetto articolato quindi e coordinato da una squadra di enti altamente competenti per aiutare la penetrazione del vino italiano nel più importante mercato asiatico e dare vita ad un centro di formazione in Cina. “Il Made in Italy connota sempre più l'identità italiana dal punto di vista culturale ed economico” afferma il rettore dell'Università per Stranieri di Siena, Massimo Vedovelli. “Il vino e in generale i prodotti dell'agroalimentare – prosegue - sono l'espressione per antonomasia della nostra identità. Ultimi baluardi che, più difficilmente dei prodotti manufatti in scala industriale, non possono essere replicati altrove in quanto espressione di un dato territorio”. Soddisfazione anche nelle parole del presidente dell’Ais, Antonello Maietta: “L'Associazione Italiana Sommelier si ritiene particolarmente lusingata di poter offrire il proprio contributo, insieme a due partner istituzionali di eccellenza, alla divulgazione della cultura di un prodotto strategico per l'economia italiana. Siamo anche convinti che questa collaborazione porterà innegabili benefici non solo al settore vitivinicolo ma all'intero scenario dell'agroalimentare del nostro Paese, con risvolti significativi anche per il settore turistico nazionale”. Ma le novità in tema di vino non finiscono qui. Perché è stato presentato oggi anche il Premio Giulio Gambelli, per il miglior enologo “under 35” dell'anno. Promosso da Aset (la nuova Associazione Giornalisti Enogastroagroalimentari Toscani) e dal gruppo Igp (I Giovani Promettenti), in collaborazione con i Consorzi di Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano, il riconoscimento, assegnato ogni anno, andrà al giovane enologo che più si mostrerà vicino all’”idea di vino” dell'indimenticabile enologo Giulio Gambelli, recentemente scomparso. Al vincitore verrà assegnato un premio in denaro offerto dalle aziende e dai consorzi aderenti all'iniziativa.

Commenta Stampa
di Veronica Riefolo
Riproduzione riservata ©