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Lo Stato italiano condannato a pagare 15 mila euro

Corte Europea: "La legge italiana sulla procreazione è incoerente"


Corte Europea: 'La legge italiana sulla procreazione è incoerente'
28/08/2012, 11:56

STRASBURGO (FRANCIA) - Ancora una volta la legge 40 del 2004, la legge che disciplina la procreazione assistita, non regge ad una valutazione giuridica. QUesta volta a farla è stata la Corte Europea di Strasburgo, che ha dato ragione ad una coppia italiana che aveva fatto ricorso in quanto la legge italiana vieta l'esame preimpianto in chi, come loro, è portatore di fibrosi cistica (malattia dovuta ad una alterazione genetica e che, se non trattata e curata per tutta la vita, porta alla morte in pochi mesi); anche se poi è consentito l'aborto per la donna che ha un feto che porta la stessa malattia. 
Secondo la Corte Europea, una simile disparità di trattamento dimostra l'incoerenza del tessuto della legge e, per questo, lo Stato Italiano dovrà pagare 15 mila euro di risarcimento alla coppia, oltre a 2500 euro di spese legali. Ora ci sono tre mesi per fare ricorso alla Grand Chambre (Grande Camera, in francese), cioè all'organo gerarchicamente superiore. In caso contrario, la legge italiana armonizzarsi alla sentenza. SOprattutto dal momento che, così come è predisposta, la legge costituisce una pesante violazione del rispetto della vita privata e familiare della coppia ricorrente. 
E' la seconda volta che la COrte Europea è intervenuta sulla legge 40. La prima fu quando stabilì che era illegittima la parte che vietava di ricorrere alla fecondazione artificiale eterologa (cioè quella in cui l'ovulo o gli spermatozoi provengono da persone esterne alla coppia) perchè in contrasto con l'articolo 8 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo. Questo naturalmente senza contare le numerose sentenze (almeno una mezza dozzina) di Corte Costituzionale e Corte di Cassazione che hanno dichiarato di volta in volta illegittime o indostituzionali altri pezzi della stessa legge. 

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di Antonio Rispoli
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