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Obama si è sempre dichiarato favorevole

Corte Suprema riunita dovrà decidere sui matrimoni gay

Come ha inciso la tv sull'apertura verso il sì

Corte Suprema riunita dovrà decidere sui matrimoni gay
26/03/2013, 18:00

NEW YORK - Il presidente americano, Barack Obama, è stato informato sull'andamento della discussione sulle nozze gay alla Corte Suprema: lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ricordando come all'udienza hanno partecipato esponenti dell'amministrazione che si è dichiarata contraria alla “Proposition 8”, il provvedimento approvato per referendum che in California vieta i matrimoni omosessuali.

Insomma il punto di vista dell’amministrazione americana non cambia: sì ai matrimoni gay. La rivoluzione culturale – come scrive oggi il Washington Post - che ha portato ad un consenso negli Stati Uniti per i matrimoni gay, secondo i sondaggi che mostrano che il 58% degli americani li sostengono, è passata anche attraverso il cinema e la televsione. In pochi decenni si è passati da film e telefilm in cui i gay venivano relegati a ruoli di cattivi o per lo meno disturbati, fino a Modern Family, il premiatissimo show televisivo dove una delle famiglie protagoniste è quella di Mitchell e Cameron, che hanno adottato una bambina. “Nessuno deve eleggere un film, la cultura popolare è quella che cambia la percezione delle persone e poi si possono avere anche i cambiamenti a livello giuridico e politico”, spiega Ruby Rich, critico cinematografico, autore di “New Queer Cinema”. Si può delineare una vera e propria cronologia di questa rivoluzione culturale e non bisogna andare tanto indietro nel tempo se si pensa che nel 1977 gli autori della sit com All in the Family, che in Italia fu trasmessa con il titolo Arcibaldo, introdussero il personaggio di una cugina del protagonista che si scopre essere lesbisca suscitando sorpresa e scandalo. E’ del 1983 il primo outing in diretta tv, quando produttore John Glines ricevendo il Tony Award ringrazia il suo compagno, ma nel 1989 provoca ancora polemica e anche il ritiro di alcuni inserzionisti dal programma la scena di due protagonisti maschili del serie “Thirtysomenthing” a letto insieme. L’inizio degli anni novanta sono stati segnati da Angels in America, l'opera teatrale diventata poi nel 2003 una miniserie tv, che racconta, in modo onirico, prima sul palco e poi sullo schermo, la storia di omosessuali americani e la loro lotta con lo spettro dell'Aids. Ma una svolta importante è costituita sicuramente dall'Oscar vinto da Tom Hanks nel 1993 per la sua interpretazione di un avvocato di successo che si ammala e muore di Aids in Philadelphia. E da metà degli anni novanta cominciano ad aumentare in telefilm e serie televisive personaggi gay ed in un episodio di Roseanne la protagonista Roseanne Barr bacia una donna. Ed è stata la protagonista di un’altra famosa serie televisiva Ellen De Generes ad attirare un’enorme attenzione stampa facendo outing durante un episodio nel 1997. L'anno dopo è la volta di Will § Grace, l'avvocato gay e la sua migliore amica “straight”, e in fondo un po’ innamorata di lui, che dividono l'appartamento e avventure newyorkesi. Lo show fu un enorme successo e vinse 16 Emmy. Negli anni 2000 ormai show televisivi e miniserie con protagonisti gay ormai sono una normalità, fino appunto del successo globale di Modern Family definito dal presidente Barack Obama il suo show preferito. Per quanto riguarda poi Hollywood vanno ricordati gli Oscar vinti di Brokeback Mountain nel 2005 e quello dato nel 2009 a Sean Penn per la sua interpretazione di Harvey Milk, il primo politico dichiaratamente gay eletto negli Stati uniti ed ucciso a San Francisco nel 1978, nel film Milk di Gus Van Sant. 

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di Valerio Esca
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