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Esplosione d'ira di Israele per cui quello è Israele

Corte Ue: non basta "Made in Israel", bisogna specificare se è prodotto dei Territori Occupati


Corte Ue: non basta 'Made in Israel', bisogna specificare se è prodotto dei Territori Occupati
12/11/2019, 16:58

LUSSEMBURGO - Mazzata tremenda per la propaganda israeliana da parte della Grande Sezione della Curia Europea, una sezione della Corte Europea. Secondo tale sezione, infatti, non basta scrivere "Made in Israel", su un prodotto. Va specificato se sia stato prodotto nel territorio israeliano o nei Territori Occupati, in quanto il consumatore ha il diritto di sapere esattamente da dove venga un prodotto. La querelle in questo caso è nato da un produttore di vino israeliano che coltiva le vigne per fare il suo vino nelle terre strappate ai palestinesi vicino a Gerusalemme. 

La Corte europea non va per il sottile: afferma chiaramente che "gli insediamenti installati in alcuni dei territori occupati dallo Stato di Israele sono caratterizzati dal fatto di dare attuazione a una politica di trasferimento di popolazione condotta da tale Stato al di fuori del suo territorio, in violazione delle norme del diritto internazionale umanitario". Senza una specificazione del luogo dove viene fatto un certo prodotto, "i consumatori non possono sapere che un alimento proviene da una località o da un insieme di località che costituiscono un insediamento ubicato in uno dei suddetti territori in violazione delle norme di diritto internazionale umanitario". Poichè "le informazioni fornite ai consumatori devono consentire loro di effettuare scelte consapevoli nonché rispettose non solo di considerazioni sanitarie, economiche, ambientali o sociali, ma anche di considerazioni di ordine etico o attinenti al rispetto del diritto internazionale", ecco che scatta la necessità di specificare. 

Nervosa e irritata la risposta di Israele, che da decenni cerca di far passare i territori occupati come se fossero territori israeliani. E quindi il governo, con un comunicato, l'ha buttata in caciara, affermando che si tratta di un attacco politico contro Israele, figlio di una campagna che rafforza i gruppi anti-israeliani (quali? ndr) e rallenta gli sforzi di Israele per raggiungere la pace. Peccato che l'unica pace che si possa raggiungere avallando le decisioni di Israele è quella che si sente dentro un cimitero, con i palestinesi sottoterra e gli israeliani che coltivano le loro terre. 

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di Antonio Rispoli
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