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Cosa succede a Gaza?


Cosa succede a Gaza?
01/06/2010, 23:06

L'episodio di lunedì 31 maggio, in cui i commandos israeliani hanno assaltato in acque internazionali le navi che portavano cibo ed altri aiuti umanitari a Gaza, ha risvegliato un minimo di attenzione su quello che succede in questa striscia di terra, schiacciata tra Israele ed Egitto. Prima che tutti se ne dimentichino, fino alla prossima strage di civili palestinesi, vediamo di aprire una finestra sulla Striscia di Gaza. Finestra che sarà solo virtuale, perchè dal 2007 l'accesso a Gaza è praticamente impossibile. Recentemente il governo israeliano ha anche proibito l'accesso a quella zona ad una delegazione del governo belga, ad una dell'OMS e ad una del Parlamento francese. E parlo solo dell'ultimo anno.
Gaza, come si vede, ha una forma che somiglia ad un rettangolo molto irregolare. Il lato nord e quello est confinano con territori israeliani; ci sono 13 passaggi, tutti chiusi e controllati dai soldati isareliani. Il lato sud confina con l'Egitto e c'è un solo passaggio, quello del valico di Rafah. Tutto il resto del territorio, sia quello al confine con Israele sia quello al confine con l'Egitto, è chiuso da un muro, alto fino a cinque metri e con uno spessore che arriva anche a tre metri. Il lato ovest della Striscia di Gaza affaccia sul mare, ma lì c'è un doppio schieramento di unità navali israeliane armate: una parte sta sottocosta, pronta a bombardare qualsiasi gruppo di persone sosti sulla spiaggia o qualunque imbarcazione provi a lasciare la costa, a cominciare dai pescherecci; un secondo gruppo sta molto più a largo, pronto a sparare su qualunque nave provi ad avvicinarsi a Gaza. Così Gaza non è altro che una immensa prigione a cielo aperto, che contiene un milione e mezzo di persone, che hanno commesso il reato di nascere arabi vicino ad uno Stato che ha fatto della conquista territoriale e dello sterminio dei suoi vicini le proprie ragioni di esistere.
A questo punto immagino già la gente che dirà che sono antisemita, nazista o giù di lì. A queste obiezioni rispondo dopo. Il punto è che quello che dico è dimostrato dai fatti. Infatti nel 2008 Israele ha chiuso i 13 passaggi che portano a Gaza, impedendo anche all'ONU di passare per portare il cibo, l'acqua e i medicinali. Poi con l'operazione "Piombo Fuso" i bombardieri sono stati di una precisione assoluta (non c'è da stupirsi: nessun pericolo e bombe laser-guidate, per i piloti deve essere stato facile come in addestramento): sono stati distrutti tutti i depositi dell'Onu in cui c'erano le riserve di cibo; distrutti i desalinizzatori per produrre acqua potabile dal mare; distrutte le stazioni di pompaggio dell'acqua, in modo da impedirne la distribuzione; distrutti anche tutti gli ospedali, le cliniche e così via. Dopo di allora non un solo grammo di cibo o un solo litro d'acqua è passato per il confine della striscia, se si escludono una ventina di camion di alimenti al giorno per una decina di giorni dopo l'operazione Piombo Fuso (perchè i palestinesi abbiano il cibo sufficiente servirebbero 200-250 camion al giorno di aiuti, solo per il cibo e l'acqua). Se i palestinesi non sono morti è - piaccia o meno non conta - grazie ad Hamas, che fa scavare i tunnel sotto il confine egiziano e si preoccupa di andare ad acquistare cibo ed acqua da reintrodurre nella Striscia. Ma anche questa fonte di approvviggionamento è in pericolo: la Francia ha fornito dei sensori in grado di percepire le vibrazioni nel terreno; gli USA hanno fornito un muro di acciaio di altri 2-3 metri di spessore in cui inserire questi sensori; e l'Egitto ha montato il tutto. E gli effetti si sono visti: in almeno un caso, gli egiziani hanno individuato il gruppo che scavava e hanno usato una speciale bomba in grado di affondare nel terreno prima di esplodere; risultato, 5 palestinesi morti ed almeno altri due feriti. Quindi, bloccati i valichi ufficiali, bloccato l'accesso via mare, resta solo la possibilità dei tunnel, a rischio di interruzione. Per questo Ong come "Free for Gaza" cercano di portare cibo via nave (una nave carica decine di migliaia di tonnellate di merci) a Gaza, ma anche lì, come ho detto prima, c'è il blocco navale.
Immagino a questo punto una obiezione che qualcuno mi può fare: Ma perchè non usano le acque delle sorgenti delle montagne o quelle dei pozzi? Perchè non coltivano la terra per ottenere cibo? La risposta è semplice: scavare pozzi o canalizzare acqua è proibito ai paletsinesi; dovrebbero farlo gli israeliani, prendendosi l'80% dell'acqua e concedendo il 20% ai palestinesi. Ma, a parte l'ingiustizia di questa misura, Israele raramente mantiene la parola. DI solito si tiene tutta l'acqua e tanti saluti. E se un palestinese coltiva un pezzo di terra, prima o poi si trova un gruppo di soldati che arriva con un bulldozer (non si sfugge al continuo controllo degli aerei senza pilota dell'esercito israeliano che sorvolano Gaza 24 ore su 24), questi puntano i fucili su chi coltiva il terreno e i loro parenti e li tengono sotto tiro mentre il bulldozer distrugge i terreni (e spesso, se ci sono alberi, prima vengono fatti a pezzi con la sega elettrica da parte dei soldati).
Inoltre nei pressi del muro che circonda Gaza ci sono cecchini israeliani che sparano a chiunque si avvicini a portata dei loro fucili. Senza contare il continuo lancio di bombe (ognuna delle quali contiene 250 Kg. o 500 Kg. di octol, un esplosivo molto potente, equivalenti rispettivamente a 750 Kg. o 1500 Kg. di tritolo) che Israele fa dagli aerei, solitamente di notte. Per far capire la potenza esplosiva di queste bombe, quella di Capaci, in cui morì il Giudice Giovanni Falcone, che sventrò l'autostrada per metri e metri, fu ottenuta con circa 600 Kg. di esplosivo da miniera, meno potente del tritolo.
Questa è la vita del palestinese medio. Ammesso che ci sia ancora qualcuno che abbia la spudoratezza di chiamarla vita.

Infine una cosa: prima ho detto che probabilmente qualcuno, leggendo questo pezzo, mi definirà un antisemita, uno che ce l'ha con gli ebrei, e via elencando. Falso. Io ho grandissimo rispetto per coloro che hanno portato e che portano lustro agli ebrei e ad Israele. Parlo di Isaac Rabin, per esempio, ucciso da un complotto probabilmente organizzato da esercito e qualche partito politico locale (alla tesi ufficiale del pazzo omicida non ci credo); oppure parlo dello scrittore Moni Ovadia, che viene sempre più ostracizzato per le sue posizioni. E parlo dei tanti ebrei israeliani che partecipano alle Ong e cercano di riparare in qualche maniera ai torti che fa il loro governo. E' più esatto dire che sono anti-sionista. Chi sono i sionisti? Sono quegli ebrei che concepiscono il rapporto con gli altri nel senso di usare solo la violenza, come hanno sempre fatto tutti i governi israeliani, a parte Rabin; parlo di gente come Attilio Pacifici, Presidente della comunità ebraica romana, o del rabbino Tpoaff o di Maria Tullia Zevi, che mai hanno detto una parola contro le atrocità del governo israeliano. E parlo di tutti quegli ebrei che, in buona fede o no, si staccano dal tessuto sociale in cui vivono perchè loro non sono italiani, francesi, tedeschi o americani; loro sono ebrei. Sionisti. E il sionismo sta agli ebrei come il nazismo stava ai tedeschi.

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di Antonio Rispoli
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