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Ancora scontri tra le forze di Gbagbo e gli oppositori

Costa D'avorio, è crisi umanitaria

Alla base, il problema della nazionalizzazione del cacao

Costa D'avorio, è crisi umanitaria
11/03/2011, 19:03

ABIDJAN – Prosegue senza sosta lo scontro che si sta vivendo in Costa D’Avorio ormai da mesi. Al centro degli scontri, la polemica tra il presidente uscente Gbagbo ed il suo sfidante Alassane Dramane Ouattara, vincitore sulla carta delle ultime elezioni politiche nel Paese.
Al momento, sono circa 370mila gli sfollati, e 76.956 coloro che sono rifugiati in Liberia. A scarseggiare sono soprattutto gli aiuti umanitari: fino ad oggi sono arrivati solo 5 milioni dei soldi promessi, richiesti dall’Onu. Se ne attendono altri 13 milioni.
La violenza sta intanto dilagando in tutto il Paese: come ha raccontato agli operatori UNHCR una ragazza di 21 anni, rifugiatasi con suo figlio di 2 anni,  era stata picchiata dai ribelli per aver resistito a un tentativo di stupro. Sempre più rifugiati arrivati in Liberia hanno riferito di essere stati coinvolti in scontri a fuoco durante la fuga. Alcuni di loro sono stati costretti a trovare riparo e a trascorre la notte nella boscaglia.
Nella capitale si sono formati ad ogni angolo posti di blocco presidiati da uomini armati. Dove possibile, l'UNHCR continua a prestare assistenza, spesso attraverso le Ong locali. Intorno alla città sono stati individuati finora 20 luoghi dove si sono concentrati ingenti quantità di sfollati. In alcune di queste località, il numero e le necessità della popolazione sono ancora in corso di accertamento, ma è certo che c'è urgente necessità di cibo e farmaci.
All’origine del disastro c’è il decreto per la nazionalizzazione della filiera del cacao, di cui la Costa D’Avorio è il primo produttore al Mondo. Il provvedimento ha provocato reazioni molto energiche soprattutto da parte delle cooperative di produzione del cacao, che vantano una produzione annuale di circa 1,3 milioni di tonnellate. Per arginare gli effetti politici ed economici di questo divieto, l'amministrazione Gbagbo ha deciso di conferire allo Stato l'esclusiva sulle operazioni di acquisto.

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di Ornella d'Anna
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