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Cnt: entro 20 mesi la Libia avrà i dirigenti “che vuole”

Costituente e presidenziali: la roadmap per la nuova Libia

Intanto Gheddafi torna a parlare: “Bruciate il paese”

Costituente e presidenziali: la roadmap per la nuova Libia
02/09/2011, 10:09

BENGASI – Il Consiglio Nazionale di Transizione in Libia, braccio politico dell’insurrezione anti Gheddafi, si struttura e prende forma. A distanza di poche ore dal nuovo messaggio audio del colonnello, in cui lo stesso Muammar Gheddafi fa sentire la sua voce e incita a mettere la Libia “a ferro e fuoco”, si delinea la strada futura del Cnt, allo stato riconosciuto come unica voce legittima del popolo libico. Si tratta di una sorta di roadmap per la nuova Libia, quella del post rais.
La stessa prevede un’assemblea costituente nel giro di otto mesi ed elezioni presidenziali nel giro di 20 mesi. In altre parole, entro otto mesi i libici saranno chiamati alle urne per eleggere un Consiglio incaricato di redigere la nuova Costituzione, per poi andare a elezioni presidenziali e politiche a inizio 2013. Ad annunciarlo è stato Guma al-Gamaty, rappresentate in Gran Bretagna del Consiglio Nazionale Transitorio: “Abbiamo stilato una roadmap chiara, una fase di transizione di circa venti mesi”, ha spiegato, aggiungendo che questa in realtà è già iniziata, e che il trasferimento del Cnt a Tripoli sarà completato nel giro di pochi giorni. Quindi per i primi otto mesi sarà lo stesso Consiglio Transitorio a governare il Paese nordafricano; trascorso quel periodo, si andrà alle urne per eleggere i 200 membri del Consiglio Costituzionale, il quale “assumerà il potere e supervisionerà la messa a punto di una Costituzione democratica, che sarà dibattuta e sottoposta a referendum”. Entro un anno dalla nascita di tale Consiglio Costituzionale, dovranno essere indette elezioni parlamentari e presidenziali “finali”, ha spiegato ancora l’emissario dei ribelli libici. “A quel punto”, ha concluso, “auspicabilmente per la fine dei venti mesi, il popolo libico avrà eletto i dirigenti che vuole guidino il suo Paese”.

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di Antonio Formisano
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