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Criminali di guerra: perchè lo sono solo quelli che hanno le ricchezze?


Criminali di guerra: perchè lo sono solo quelli che hanno le ricchezze?
22/03/2011, 11:03

Pochi giorni fa, anche il leader libico Muhammar Gheddafi è stato dichiarato un criminale di guerra, per la repressione contro i civili (o pseudotali, questo poi è un argomento molto dibattuto) che si sono ribellati. Stessa sorte hanno subito altri dittatori, come Milosevic, Saddam Hussein e il dittatore sudanese Omar Hasan Ahmid al Bashir. Sia ben chiaro, si tratta di quattro persone che hanno ampiamente dimostrato di meritare di essere arrestati e giustiziati o condannati all'ergastolo, su questo non ci piove. Però perchè vale solo per loro? Ora, tralasciamo chi scatena guerre ed invasioni in Occidente - gli ultimi esemplari sono stati George Bush e Tony Blair, con la complicità di SIlvio Berlusconi e di altri capi di Stato per l'invasione dell'Iraq e dell'Afghanistan, visto che c'è la foglia di fico di alcune risoluzioni Onu (che non hanno mai autorizzato nulla del genere). Ma parliamo di quei casi dove non c'è alcuna risoluzioni Onu. Per esempio del Bahrein, dove è stato mandato l'esercito saudita per sparare addosso ai protestanti, senza che nessuno ne abbia parlato. Oppure lo Yemen, dove ormai è in corso una vera guerra civile, in cui il dittatore Saleh sta perdendo pezzi ogni giorno che passa (nei giorni scorsi persino il fratellastro è passato con i rivoltosi). O magari la Costa d'Avorio, dove c'è un regime repressivo di cui non parla nessuno.
Ma soprattutto mi voglio riferire a tutti i presidenti e i governi israeliani, che continuano giorno dopo giorno la strage nei territori palestinesi. Pochi sanno che la striscia di Gaza ormai è un gigantesco campo di concentramento a cielo aperto. Un muro la circonda su tre lati (il quarto è quello che affaccia sul mare), muro in cui ci sono 14 varchi. Di questi, 13 sono su territorio israeliano, e sono praticamente sempre chiusi, tranne quando Israele fa passare qualcuno dei camion che l'Onu manda con cibi ed aiuti umanitari (in media, passa il 5% di quanto manda l'UNHCR, il resto se lo prendono i soldati o lo lasciano a marcire al sole). Il quattordicesimo è il valico di Rafah, verso l'Egitto. Finchè c'era Mubarak, anche quello era assolutamente sprangato, con i soldati che pattugliavano la zona; dopo la sua caduta, ho letto che sia stato aperto, almeno per i primi giorni; ma poi non ho trovato altre informazioni. Poi ci sarebbe quello che possiamo considerare il quindicesimo varco, l'approdo al mare. Ma è una illusione: motovedette israeliane pattugliano quella zona ed altre navi da guerra perlustrano al largo in acque internazionali. Le prime sparano su qualunque imbarcazione prenda il mare, anche un peschereccio che cerca di procurare un po' di pesce; e se vedono qualcuno sulla spiaggia, a portata di tiro dei loro cannoni, sparano senza farsi problemi. Le imbarcazioni da guerra al largo fermano qualsiasi nave civile passi in quella zona - anche se è un vero e proprio atto di pirateria - e le dirottano in territorio israeliano per spogliarle di qualunque cosa abbiano a bordo, come successe l'anno scorso con la Freedom Flottilla.
Non bastando ciò, Israele ha anche disposto una rete di cecchini lungo il muro di confine, che sparano contro chiunque si avvicini a meno di un chilometro dal muro stesso. Oltre a questo, nel corso degli anni, ha canalizzato nel proprio territorio tutte le sorgenti di acqua che sono presenti in territorio palestinese (le "colture nel deserto" per cui Israele è famosa vengono irrigate in questa maniera). Senza contare gli attacchi aerei e i cannoneggiamenti a cui i palestinesi vengono sottoposti con cadenza quasi quotidiana. Ieri un bombardamento a Gaza ha provocato 17 morti e decine di feriti, ma in qualsiasi giorno avvengono cose del genere, anche se sui giornali o nel TG non se ne parla.
E non basta: anche gli israeliani di origine araba sono continuamente vessati: non possono costruire casa, nè affittare un appartamento. E se già sono proprietari di una casa, non possono fare lavori edili, in mancanza di una autorizzazione del Comune (che l'amministrazione israeliana non rilascia mai, per un arabo), neanche se si tratta di lavori di ristrutturazione. In compenso spesso vengono fatti espropri "all'israeliana" di case di arabi: si mandano i soldati a svuotare la casa, senza dare agli abitanti neanche il tempo di prendere le proprie cose; dopo di che arrivano i bulldozer e buttano giù l'edificio. In compenso però solo negli ultimi 12 mesi le autorità israeliane hanno autorizzato la costruzione di edifici per un totale di circa 3000 appartamenti, riservati ad altrettante famiglie ebree. AAddirittura si è arrivati a togliere i diritti di parlamentare ad una deputata della Knesset (il Parlamento israeliano) perchè aveva fatto un intervento che contestava una legge che toglie alcuni diritti ai cittadini arabi che non giurano di servire fedelmente la bandiera di Israele come "Stato ebreo" e perchè era abaro-israeliana.
Allora vorrei capire una cosa: nessuno di questi è catalogabile come crimini di guerra, considerando che i massacri di palestiensi in territorio israeliano vanno avanti da 44 anni? Nonostante ci siano state quasi 600 risoluzioni Onu (a partire dal 1948) che dicano che Israele deve smetterla di agire così e il governo di Tel Aviv non ne ha mai rispettata una? Allora, poi non ci si deve stupire se nei Paesi a religione islamica e in Africa, ci sono molti che disprezzano l'Onu e non l'accettano come autorità. Perchè è un organismo che ha comportamenti fatti per il comodo dei Paesi Occidentali, e non per il rispetto della verità e della giustizia nel mondo.

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di Antonio Rispoli
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