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Premier si dimette. Si teme paralisi economico-politica

Crisi Belgio, cade Governo di Leterme


Crisi Belgio, cade Governo di Leterme
22/04/2010, 19:04

BRUXELLES – E’ stata una giornata nera per la politica belga. Crisi profonda per il piccolo Stato del centro Europa, e non solo di matrice economica. Stamane il governo del primo ministro Yves Leterme è caduto dopo il ritiro dalla coalizione del Partito liberale fiammingo, innescando una crisi che potrebbe danneggiare la sua fragile economia.
E’ stato lo stesso primo ministro a presentare le personali dimissioni al Re Alberto, anche se il sovrano si è riservato di accettarle.  Leterme, 49 anni, democratico cristiano fiammingo, ha deciso di mettere la parola fine al proprio mandato dopo un consiglio dei ministri straordinario in cui si è parlato del mancato appoggio del partito di centrodestra Open Vld. Senza una costola della coalizione, la maggioranza di Leterme non esiste più. Gli altri quattro partiti della coalizione, infatti, avrebbero 76 dei 150 seggi della Camera bassa del Parlamento, rendendo complicato governare con una maggioranza così risicata. Eppure il primo ministro belga godeva allo scorso novembre (data della sua rielezione) dei consensi sia di centrodestra che centrosinistra. Ma a quanto pare sarebbe stata proprio questa mescolanza di idee a far perdere la fiducia nel capo del Governo ai rappresentanti dell’Open Vld.  Così uno degli Stati più innovativi, con ben sei revisioni costituzionali in poco più di un secolo di repubblica, si trascina lentamente in una grave crisi politica. E non solo. La paralisi politica, infatti, già preoccupa gli economisti, secondo cui, la crisi di Governo ostacola le prospettive di riduzione del deficit statale, stimato nel 2010 al 4,8% del Pil, mentre il debito pubblico dovrebbe superare il 100% del Pil. Insomma,un periodo nero per il Belgio, paragonabile quasi all’inferno vissuto nel 2007 quando le difficoltà trovate nella creazione di un nuovo Governo portarono i media ad ipotizzare addirittura una divisione dello Stato.

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di Salvatore Formisano
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