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I partiti con Papademos, ma Bruxelles blocca il via libera

Crisi: Grecia trova l'accordo, l'altolà dell'Ue


Crisi: Grecia trova l'accordo, l'altolà dell'Ue
09/02/2012, 20:02

ATENE – L’accordo sul pacchetto di misure di austerità che dovrebbe consentire al paese di ricevere 130 miliardi di euro di aiuti internazionali per scongiurare il default c’è. Sul compromesso raggiunto ad Atene tra i leader politici, però, cala il gelo delle istituzioni internazionali (Ue, Fmi, Bce) che dovrebbero dare il via libera al piano di sostegno per la Grecia.
 
IL PIANO ANTIDEFAULT - La notte scorsa, la trattativa si era incagliata sull'ipotesi di un taglio delle pensioni integrative, malgrado "un ampio accordo su tutti i punti del programma". Tra i punti "accettati", c'erano un nuovo taglio di 15mila posti nel pubblico impiego e una riduzione del 22% dei salari minimi, che scendono a 450-500 euro mensili. Come spiegato dal portavoce del Pasok, Panos Beglitis, per concludere le trattative sul nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia mancavano ancora 625 milioni di euro dei quali 325 si attendevano dai tagli alle spese della difesa e di altri ministeri. Oggi, dopo l'ennesima maratona di colloqui, l'accordo è stato raggiunto anche se i "risparmi", secondo indiscrezioni, arriveranno da misure diverse da quelle "suggerite" dalla Troika.

LA GERMANIA FRENA -  Secondo il ministro tedesco Wolfgang Schauble, anzi, le misure adottate potrebbero non essere ancora sufficienti. Forse proprio per la freddezza di queste reazioni, il compromesso ateniese non ha avuto grandi effetti sulle Borse che hanno chiuso contrastate in una giornata in cui lo spread Btp-Bund tedesco è sceso ai livelli di settembre fino ai 345 punti base.
A vertice concluso, il premier Lucas Papademos ha chiamato per dare l'annuncio le istituzioni internazionali che però reagiscono piuttosto freddamente. Gerry Rice, capo delle pubbliche relazioni del Fondo monetario, dice che l'accordo raggiunto ad Atene "è un primo importante passo", a cui dovrà seguire la discussione con le altre parti coinvolte. Christine Lagarde, direttore del Fmi, parla di "segnali molto incoraggianti". Mario Draghi (Bce) si dice fiducioso sul raggiungimento di un'intesa, mentre il portavoce della Commissione Ue, Amadeu Altafaj, ribadisce che "spetta all'Eurogruppo decidere ai massimi livelli se sussistano le condizioni per procedere con il secondo programma di salvataggio". Angela Merkel, in una intervista al giornale Passauer Neue Presse, rimarca che "alcune misure urgentemente necessarie sono state accettate su carta, ma in gran parte restano ancora irrealizzate". E' la linea dell'Unione, confermata da Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e finanziari: il governo e il parlamento greco, dice Rehn, devono ancora "convincere i partner europei con impegni forti e azioni concrete" sul loro effettivo impegno ad attuare le promesse e gli impegni assunti prima di ottenere il secondo prestito.

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di Davide Gambardella
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