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In piazza contro il governo e il primo ministro

Crisi: il vento della protesta si sposta in Romania

Quinto giorno consecutivo di scontri. Diversi i feriti

Crisi: il vento della protesta si sposta in Romania
17/01/2012, 10:01

BUCAREST – Il vento della protesta si sposta in Romania, dove migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il governo e chiedere le dimissioni del primo ministro, Emil Boc, e del presidente Traian Basescu. I rumeni sono scesi in strada per il quinto giorno consecutivo a Bucarest. È così che la Romania si ritrova a vivere momenti di grande agitazione sociale: violenti gli scontri con gli agenti di polizia, che hanno usato gas lacrimogeni e razzi per respingere i manifestanti, che hanno bloccato le strade principali della città. I dimostranti hanno inoltre dato fuoco a edicole e cestini e lanciato pietre contro le forze dell’ordine. L’agenzia di stampa rumena “Mediafaxnews” ha riferito che più di 70 persone hanno richiesto assistenza medica a seguito degli scontri, mentre circa 40 persone sono finite in stato di fermo.
Alla base della protesta, la grave situazione economica del Paese e la dilagante corruzione politica. A far scatenare la ribellione in particolare è stata la decisione del governo Boc di presentare un piano di riforma della Sanità che prevedeva, oltre a cambiamenti radicali nella carriera dei medici statali, anche la privatizzazione dello “Smurd”, il corpo di intervento di primo soccorso romeno. Contrario al progetto, Raed Arafat, medico di origini palestinesi molto stimato in Romania, coordinatore del corpo Smurd e vice ministro della Sanità, si è dimesso. La decisione di Arafat ha scatenato un mare di polemiche politiche e, di fatto, da giovedì sera sono nate le prime manifestazioni di piazza. Venerdì il governo ha cercato di rimediare, tornando sui suoi passi e ritirando il progetto di legge. Troppo tardi però: sabato il centro di Bucarst, infatti, era già occupato da migliaia di manifestanti, il cui numero è cresciuto con il passare delle ore. La protesta poi si è estesa anche ad altre città.

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di Antonio Formisano
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