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Non cessano le violenze: vertice tra capi di Stato africani

Crisi in Costa d'Avorio, 20mila cittadini in fuga


Crisi in Costa d'Avorio, 20mila cittadini in fuga
28/12/2010, 20:12

Una vera e propria diaspora. Un popolo che tenta di sfuggire ad una situazione di crisi dettata dalla gestione politica dicotomica di un Paese. Sono quasi 20mila i cittadini della Costa d'Avorio in fuga dalla violenza nel loro Paese, dove la crisi politica sta facendo salire la tensione, sono finora entrati nella vicina Liberia, circa 5.000 in piu' dal giorno di Natale, secondo dati annunciati oggi a Ginevra dall'Alto commissariato dell'Onu per il rifugiati (Unhcr). "Sono 15.120 gli Ivoriani registrati dall'Unhcr in Liberia mentre altri 4.000 ci sono stati segnalati dalle autorita' (liberiane)", ha dichiarato un portavoce dell'organizzazione, Fatumata Lejeune-Kaba. La maggioranza è costituita da donne e bambini e il 62% circa ha meno di 18 anni, ha aggiunto il portavoce dell'Unhcr. Fra i rifugiati si trovano sia sostenitori di Alassane Ouattara che di Laurent Gbagbo", i due presidenti ivoriani rivali. "La maggioranza e' costituita da pro-Ouattara, ma da qualche giorno ci sono anche dei pro-Gbagbo", ha detto ancora Lejeune-Kaba.
Ma tutti temono che "la crisi politica sfoci in guerra civile". Sabato scorso l'Unhcr annuncio' che 14.000 ivoriani erano fuggiti in Liberia. Tre capi di stato in rappresentanza dell'Africa occidentali (Ecowas) - i presidenti del Benin, Boni Yayi, della Sierra leone, Ernest Bai Koroma, e di Capo Verde, Pedro Pires - sono ad Abidjan per intimare al presidente uscente della Costa d'Avorio, Laurent Gbagbo, di cedere il potere, data la sconfitta elettorale subita.
Gbagbo ha accolto i tre leader africani abbracciandoli uno a uno quando sono scesi dalle loro auto.
Subito prima questi avevano incontrato il rappresentante delle Nazioni Unite e responsabile della missione Onu in Costa d'Avorio (Unoci), Choi Yung-jin. Al termine Yayi, Koroma e Pires hanno in programma un incontro con il rivale di Gbagbo, Alassane Ouattara, in un albergo di Abidjan.
I tre capi di stato sono stati inviati per porre a Gbagbo un ultimatum per farlo desistere nel braccio di ferro ingaggiato con Ouattara come "ultimo gesto", dopo di che l'Ecowas (Cedeao) minaccia di ricorrere alla "forza legittima". Gbagbo rifiuta però ogni ultimatum: "Evitiamo cattivi comportamenti politici", ha detto:nessuna istituzione internazionale ha il diritto di intervenire con la forza per imporre un presidente a uno stato sovrano".
La Costa d'Avorio ha di fatto due presidenti dopo le presidenziali del 23 novembre: Gbagbo e l'ex leader dell'opposizione, Alassane Ouattara. Quest'ultimo e' stato riconosciuto vincitore dalla commissione elettorale e gode dell'appoggio, fra gli altri, di Onu, Unione europea e Stati Uniti.

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di Davide Gambardella
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