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Francia e Germania con Monti: Impegno forte, ora tocca a voi

Crisi, nuovo monito a Italia: "C'è fiducia, ma fate presto"


Crisi, nuovo monito a Italia: 'C'è fiducia, ma fate presto'
27/11/2011, 18:11

ROMA – La fiducia c’è ma bisogna fare presto. Francia e Germania non stanno ad aspettando, e pur ribadendo il pieno appoggio ai piani italiani, chiedono che venga spinto il piede sull’acceleratore. Dall’Eliseo arriva un monito chiaro: "Se c'è un problema italiano, il cuore della zona euro è stato raggiunto", dice con una nota la presidenza francese. "L'impegno di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel per sostenere l'italia è molto forte. Spetta all'Italia fare quello per cui questo paese si è impegnato. Gli impegni di Roma non sono messi in dubbio da nessuno". Insomma, formalmente una dichiarazione di fiducia ma - di fatto - un nuovo richiamo a fare presto. Nelle vesti di ministro dell'economia,
Monti è atteso a Bruxelles per l'eurogruppo di martedì e l'ecofin di mercoledì. Ma potrebbe partire anche con qualche ora di anticipo, per un contatto anticipato con le delegazioni francesi e tedesche. Sul piatto c'è il piano segreto voluto dalla cancelliera Merkel - e appoggiato da Sarkozy - per un nuovo Patto di stabilità dell'Ue. Lo scenario è quello di una moneta comune a due velocità, con un gruppo di Paesi virtuosi e uno di Paesi periferici. A Monti, che ha saputo del progetto nella trilaterale di Strasburgo, tocca il difficile compito di mediare per evitare che le nuove regole della governance possano spaccare l'Europa e per avere voce in capitolo sugli impegni e le sanzioni per i Paesi inadempienti.
Sul fronte italiano, ci sono anche le indiscrezioni che filtrano da Washington, dal Fondo monetario internazionale. Si parla di un piano da 600 miliardi di euro per l'Italia se la situazione dovesse peggiorare. Gli aiuti avrebbero tassi fra il 4-5%", condizioni assai migliori rispetto ai mercati". Il retroscena, rivelato dalla Stampa, si arricchisce di altri particolari: il nostro Paese avrebbe 12-18 mesi di tempo per fare le necessarie riforme e ci sarebbe già stata almeno una conversazione telefonica tra Monti e il direttore del fondo, Christine Lagarde. Una conferma, comunque la si voglia guardare, della preoccupazione con cui le autorità finanziarie e monetarie internazionali guardano alla nostra crisi.

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di dg
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