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Placè: "Questo trattato è apolitico"

Crisi, strappo nella sinistra francese sul trattato europeo

Primo grattacampo europeo per Hollande

Crisi, strappo nella sinistra francese sul trattato europeo
07/08/2012, 19:07

PARIGI - Il presidente francese Francois Hollande ha ancora una decina di giorni di riposo al Forte di Bregancon, ma al suo ritorno troverà ad aspettarlo un bel rompicapo in salsa europea. Nella maggioranza parlamentare di centrosinistra che lo sostiene si moltiplicano infatti le voci critiche sul fiscal compact e sulle decisioni del consiglio europeo di fine giugno, e c’è già chi preannuncia un voto contrario alla ratifica parlamentare. In prima fila tra gli scontenti ci sono deputati e senatori di Europe Ecologie, che hanno dato la fiducia al governo socialista ma ora non nascondono il proprio scetticismo sugli accordi europei. “E’ un testo che farà sparire la politica di bilancio della Francia - spiega il capogruppo al Senato Jean-Vincent Placè - In quanto federalista, i trasferimenti di sovranità non mi pongono problemi, ma, in questo caso preciso, constato che l'Europa non ha una politica economica da proporre. Questo trattato è apolitico”. Sulla stessa linea il leader dei verdi all'Assemblea nazionale, Francois de Rugy, che “personalmente” – dice - voterà contro la ratifica del fiscal compact, che ritiene “sinonimo di iper-austerità”. Voci critiche si sono però levate anche dai banchi dei parlamentari socialisti, secondo cui l'integrazione del trattato europeo con un capitolo sulla crescita non corrisponde alle modifiche promesse da Francois Hollande in campagna elettorale. “Sono contro i dogmi economici. Sono una keynesiana che ritiene che in certi momenti servono dei deficit e in altri momenti bisogna ridurli”, afferma per esempio la senatrice Marie-Noelle Lienemann, che non ha alcuna intenzione di avallare la ratifica. Ed è convinta che non sarà la sola: “tra 20 e 25 deputati e tra 3 e 5 senatori diranno no”, spiega, riferendosi ai componenti della corrente più a sinistra del Ps, “Un Monde d'Avance” (Uma), che a suo parere “andranno fino in fondo”. Parole in qualche modo confermate da una delle esponenti di Uma, la deputata Barbara Romagnan, secondo cui “se restano sottintese le stesse logiche, che ci porterebbero ad avere una politica di austerità, penso che non potremo votarla”. Un dibattito interno alla maggioranza di governo che non mette certo in dubbio l'approvazione del fiscal compact, che ha il sostegno di ampie fasce dell'opposizione di centrodestra, a cominciare dall'Ump, partito dell'ex presidente Nicolas Sarkozy. Ma che potrebbe rappresentare un primo smacco politico per Hollande, che puntava a un via libera con i soli voti di socialisti e verdi, come dimostrazione di solidità della coalizione e di compattezza del sostegno politico al suo esecutivo.

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di Valerio Esca
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