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La crisi dell'acciaio che ha colpito tutta Europa

Crisi:La lunga marcia dei cassaintegrati verso Parigi

350 km da percorrere a piedi, arrivo previsto il 6 aprile

Crisi:La lunga marcia dei cassaintegrati verso Parigi
28/03/2012, 19:03

PARIGI - Questa mattina hanno indossato tuta e berretto blu e si sono messi in cammino: hanno 350 km circa da percorrere prima di arrivare a Parigi, a piedi. È la marcia della speranza di un gruppo di operai dell'acciaieria ArcelorMittal di Florange, nell'est della Francia, ferma dal luglio 2011. Sono poco più di una ventina, portano sulle spalle mesi di cassa integrazione e la determinazione di salvare 5.000 posti di lavoro. Sulle loro tute espongono lo slogan: «l'acciaio loreno continuerà a vivere». Negli ultimi mesi il gigante dell'acciaio ha chiuso i siti di Liegi (Belgio) e di Madrid (Spagna). La crisi ha colpito gli impianti in Romania e in Repubblica Ceca. Nel 2008 ArcelorMittal ha già chiuso in Francia il sito loreno di Grandange. L'altoforno di Florange è dunque l'ultimo ancora in attività in Mosella ma è spento da mesi. Gli operai non ci stanno a perdere il loro lavoro. Da quando la direzione ha prolungato la sospensione della fabbrica, poco più di un mese fa, i suoi dipendenti hanno cominciato a temere la chiusura definitiva. Da quel momento non li ferma più niente e nessuno. Eccoli, il 20 febbraio, occupare lo stabilimento al grido «vogliamo lavorare». Eccoli il 15 marzo protestare davanti alla sede della campagna elettorale del presidente Nicolas Sarkozy, a Parigi, prima di venire allontanati dai gas lacrimogeni. Ed eccoli in cammino oggi verso la capitale, dove contano di arrivare il 6 aprile. «Camminiamo per salvare il nostro lavoro, ma anche per spiegare alle persone che incontreremo lungo il percorso la situazione della nostra fabbrica», racconta il responsabile sindacale Edouard Martin. Vorrebbero percorrere almeno una trentina di chilometri al giorno. Stasera si fermeranno a Landres, in Meurte-et-Moselle. Prevedono di fare tappa anche a Verdun, Chalons-en-Champagne, Epernay, Meaux e infine a Bobigny, alle porte di Parigi. In queste città i comuni metteranno a loro disposizione vitto e alloggio. Ma non ovunque. «Alcuni sindaci hanno fatto sapere che non ci riceveranno. Ma non fa niente - dice ancora Martin - dormiremo per terra». Il capolinea del pellegrinaggio è Parigi e più precisamente la Tour Eiffel. Ai piedi del celebre monumento si terrà un concerto in loro onore. La scelta non è casuale, fanno notare: il simbolo della Francia è stato realizzato proprio con l'acciaio fabbricato in Lorena, ora in pericolo.

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di Valerio Esca
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