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CUBA: DOPO 50 ANNI FINISCE L'UGUAGLIANZA ECONOMICA


CUBA: DOPO 50 ANNI FINISCE L'UGUAGLIANZA ECONOMICA
12/06/2008, 19:06

Un vento nuovo spira intorno all'economia nazionale cubana. Dopo le recenti aperture decise dal Presidente Raul Castro sulla vendita di elettrodomestici, computer e molto altro, adesso l'attenzione si è spostata sui salari medi della popolazione: basta con l'uguaglianza nei guadagni. Via dunque ai limiti salariali: adesso chi più lavorerà e chi lavorerà meglio, sarà maggiormente retribuito. E sono stati anche definiti i tempi: entro agosto le aziende dell'isola dovranno adeguare il monte stipendi al rendimento di ogni singolo lavoratore. Dal prossimo agosto fattori legati alla produttività o alla qualità del servizio saranno dati essenziali per stabilire il salario del lavoratore. Dopo più di 50 anni, almeno sotto l'aspetto dei salari, a Cuba non saranno più tutti uguali.
Nel frattempo Cuba è al centro delle discussioni anche qui in Europa. I ministri degli Esteri de “Ventisette” dovranno decidere il prossimo 16 giugno se togliere definitivamente le sanzioni imposte all'isola nel 2003 (dopo che Fidel mise in carcere 75 dissidenti) e congelate nel 2005, e aprire una nuova fase di dialogo, auspicata da molti Stati dopo l'abbandono della vita politica di Fidel Castro per motivi legati al suo stato di salute. E sembra che la politica di reale cambiamento iniziata da Raul sia stata apprezzata dai ministri dei Ventisette. Ma se dagli Usa arriva la richiesta di mantenere ferme e salde le sanzioni, dalla Spagna le dichiarazioni in arrivo sono diverse. L'amministrazione dio Madrid sostiene infatti che “mantenere bloccate le relazioni non serve a nulla” e che “solo il dialogo può contribuire al cambiamento e al miglioramento delle libertà politiche e sociali nell'isola. Ad ogni modo la maggioranza dei Paesi dell'Ue è a favore della fine delle sanzioni per Cuba anche se nazioni come Svezia e Repubblica Ceca non sono convinte che convenga aprire un dialogo con l'Havana.

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di Redazione
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