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Dagli States arriva la proposta: spiare chiunque e "spegnere" il web


Dagli States arriva la proposta: spiare chiunque e 'spegnere' il web
14/04/2009, 18:04

E' datata primo aprile 2009, una proposta di legge presentata al Senato Americano da un repubblicano e da un democratico. Leggendo alcuni dei punti salienti, però (e vista anche la data) vien quasi da sperare in un pesce d'aprile. La possibilità di "spegnere" internet e di "spiare" gli utenti del web attraverso l'utilizzo di enormi banche dati che contengono numerose informazioni personali, non può infatti far dormire sogni tranquilli. Un potere quasi illimitato conferito al presidente degli stati uniti in materia di controllo del web è ciò che garantirebbe questa proposta di legge, presentata in maniera bipartisan dal repubblicano John (Jay) Rockfeller e dalla democratica Olympia Snowe (famosa anche per le sue battaglie a favore dei gay e delle minoranze in genere). 
Misure di sicurezza "straordinarie" di un piano chiamato "Cyber security Act 2009" che, assicurano dal governo, sarebbero appunto utilizzate solo in casi altrettanto straordinari. Ai progetti del Senato Usa e di chi si dice fermamente intenzionato a garantire la sicurezza informatica con ogni mezzo possibile, rispondono prontamente gli attivisti della "Eff. org" (Electronics frontier foundation) e i membri del  "Center for Democracy and Technology". Secondo questi convinti attivisti dei diritti civili, un simile provvedimento, andrebbe direttamente e palesemente a scontrarsi con alcuni dei più importanti principi costituzionali presenti in paesi democratici come gli Usa!
Un esempio lampante è il diritto alla privacy che, a parere delle due associazioni succitate, sarebbe quello maggiormente danneggiato. Come e da chi? Semplice: secondo il testo di legge, infatti, oltre ai poteri straordinari conferiti al presidente che, in caso di emergenza nazionale, potrebbe rallentare e addirittura bloccare l'intero traffico internet di social network considerati "infrastrutturali" per la sicurezza, ci sarebbe anche un altro potere straordinario (conferito però al Dipartimento del Commercio Usa) grazie al quale, sempre in stato di emergenza nazionale, si potrebbero raccogliere tutti i dati disponibili riguardo agli utenti registrati sui social network reputati "critici" per la sicurezza internettiata.
Ma chi deciderà quali dei numerosissimi social network esistenti sono da considerarsi come "infrastrutturali" per la web security degli States?Nemmeno a dirlo, se ne occuperanno gli uffici federali. Ancora una volta ci troviamo davanti ad un provvedimento che nasce per la strenua e totale difesa della sicurezza nazionale e che rischia, inesorabilmente, di sacrificare alcuni diritti fondamentali garantiti dal sistema democratico. Ancora una volta, le contraddizioni di un mondo sempre più "libero" ed eterogeneo si riflettono su proposte di legge che, ne siamo quasi certi, fortunatamente verranno bocciate o del tutto "riciclate". Ancora una volta, Il confine tra l'iperdemocrazia offerta da internet e la "apparente" dittatura di chi vorrebbe controllare tale potentissimo mezzo, si sfiorano fino a scontrarsi e a mitigarsi vicendevolmente.
Eppure, in un'epoca in cui tutti, ma proprio tutti, possono dire la loro, il bavaglio a qualcuno dovrà pur essere messo...altrimenti, c'è da scommetterci, rimarremo tutti assordati dal troppo chiasso!

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di Germano Milite
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