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Associazioni e movimenti lamentano discriminazioni

Dagli USA parte la rivolta degli obesi


Dagli USA parte la rivolta degli obesi
10/03/2010, 14:03

USA - Sono sempre più i casi di discriminazione, nel mondo occidentale, contro gli obesi. E anche in queste cose, all'avanguardia ci sono gli USA, dove gli obesi superano la cifra di 90 milioni su una popolazione di circa 300 milioni. Ma anche qui ci sono problemi: dalle compagnie aeree che fanno pagare biglietti doppi a chi supera certe soglie, al rifiuto che alcune agenzie di adozione fanno alle coppie dove uno o entrambi i coniugi sono in sovrappeso, al fatto che talora nelle scuole a numero chiuso, vengono scartati gli obesi dalle graduatorie, e così via,
E così si sono create numerose associazioni di persone a difesa di chi è obeso. A cominciare da "Fat?So!" (Grasso? E' così) alla National Association to Advance Fat Acceptance (Associazione nazionale per promuovere l'accettazione dei grassi) e a centinaia di altre. Chiedono che vengano abolite tutte queste discriminazioni, nascoste sotto la scusa che chi è grasso crea un costo per la comunità, per le malattie. La situazione è quella sintetizzata da Jason Docherty, presidente dell'associazione per l'accettazione dei grassi: "L'America è la nazione del politically correct, dove in linea di principio non è consentito neppure fare dell'ironia in base al sesso, all'etnia, alla religione. L'unico caso in cui è diventato accettabile una sorta di linciaggio psicologico, è contro gli obesi".
Ma non è un problema solo degli USA. Queste discriminazioni esistono anche in Italia, e vanno combattute anche qui

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di Antonio Rispoli
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