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Nessuna riforma annunciata, solo minacce e accuse

Delirio di Gheddafi in tv:"Non abbandono, morirò da martire"

Il rais accus l'Italia:"Hanno dato i razzi ai bambini"

Delirio di Gheddafi in tv:'Non abbandono, morirò da martire'
22/02/2011, 20:02

TRIPOLI - Dopo oltre 1000 morti e circa 5000 feriti, praticamente tutto il mondo espressosi in aperte condanne alla gestione sanguinaria ed autoritaria della rivolta, da Muhammar Gheddafi ci si aspettava un discorso che lasciasse trasparire un briciolo di lucidità e buon senso.
In diretta televisiva, invece, il colonnello-dittatore si è lasciato andare ad un vero e proprio delirio:"Non ho intenzione di lasciare la guida del Paese", ha assicurato, precisando di avere la ferma intenzione di rimanere "a capo della rivoluzione fino alla morte, morirò come un martire, come mio nonno".
Poi le pesanti accuse rivolte ai paesi europei ed in particolare all'Italia; colpevole di aver "dato le armi ai ragazzini" e di averli "drogati" con l'aiuto degli States. Dopo aver precisato che il potere "è sempre rimasto al popolo" e negato di aver usato la violenza contro i contestatori, il rais ha però avvertito che l'uso della forza sarà presto adoperato e, rivolgendosi ai suoi fedelissimi, ha lanciato un preciso ordine:"Andate ad attaccare questi ratti" (il riferimento è ai ragazzini di Bengasi ai quali Italia e Usa avrebbero "fornito dei razzi" ndr).
Gheddafi ha continuato il suo monologo invitando la polizia a "schiacciare la rivolta" ed apparendo piuttosto turbato e colmo d'ira. Nei pochi minuti di discorso, dunque, il leader libico ha apertamente attaccato la fin'ora molto remissiva Italia; dimostrando la totale inutilità della politica diplomatica cauta, "rispettosa" e non interventista scrupolosamente seguita dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dagli ogani d'informazione controllati dal premier.
Intanto, secondo diverse fonti giornalistiche autorevoli, sono circa 10 le città finite in mano agli anti-governativi. I bombardamenti continui dell'esercito hanno anche distrutto la pista di atterragio dell'aeroporto di Bengasi; dove partenze ed atterragi sono stati sospesi. Ma la follia del colonnello sembra aver allontanato anche alcuni suoi fedelissimi; con molti uomini a lui vicini che hanno abbandonato le rispettive cariche politiche e militari nelle ultime ore.
Del resto, il minaccioso discorso televisivo da poco conclusosi, non lasciava spazio ad interpretazioni pacifiste:"Chi attacca e viola la costituzione verrà punito. Quelli che vogliono cambiare, devono morire. Quelli che usano armi, devono essere giustiziati. Chi attacca un comando militare, deve essere punito con l'impiccagione. Chi esegue atti allo scopo di fare una guerra civile, verrà punito con l'impiccagione"

LA DIPLOMAZIA ITALIANA MASSACRATA
Dopo le parole e le pesanti accuse i Gheddafi, solo pochi fa mesi ospitato a Roma con grande riverenza da parte del governo italiano, la diplomazia del Bel paese ne esce totalmente ridicolizzata. Nonostante le plateali dimostrazioni di amichevole neutralità offerte da Silvio Berlusconi ed i ripetuti inviti a non intervenire lanciati dal ministro degli Esteri Franco Frattini all'Ue, il Rais ha difatti comunque interrotto i flussi di gas verso il nostro paese e lo ha citato tra i maggiori responsabili della guerra civile che esplosa in Libia.

IL DELIRIO E LA CONTRADDIZIONE
Come già precisato, il colonnello è apparso piuttosto contraddittorio e decisamente poco lucido durante il suo discorso televisivo. In un primo momento, difatti, ha dichiarato:"Useremo la forza in conformità alle leggi internazionali e alle norme internazionali"; osservando che "se fossi stato un presidente vi avrei già offerto le dimissioni. Ma voi state per affrontare il leader di una rivoluzione in una roccaforte. Io ho il mio fucile. E chi mi ama vada ad attaccare questi rivoltosi. Evitate che i vostri figli cadano vanamente".
Poi il riferimeno ad una calma che appare inesistente anche ai meno informati:"In questo periodo c'è una relativa calma e sicurezza nel Paese. E noi intendiamo usare questa calma per riportare l'ordine". Affermazione che contraddice platealmente la precedente osservazione: "In piazza ci sono solo drogati. Ci sono ratti, giovani innocenti pagati dall'estero per combattere contro di noi".
Ulteriori commenti sul quello che fino a poche ore fa era considerato "un grande alleato" dall'esecutivo italiano, a questo punto, risultano superflui.

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di Germano Milite
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