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Somalia

Deputato denuncia: Noi vittime minacce e abusi

Rappresentanti comunità tribali forzati a lasciare Mogadisci

Deputato denuncia: Noi vittime minacce e abusi
09/05/2012, 21:05

"In Somalia si sta consumando l`ennesimo abuso contro la popolazione e il diritto, nel silenzio e nell`indifferenza della Comunità internazionale. Rappresentanti delle comunità tribali sono stati cacciati dagli alberghi in cui risiedevano e forzati a lasciare Mogadiscio da persone che li hanno minacciati". A denunciare all'agenzia di stampa Misna il clima di abusi e intimidazioni che circonda la conferenza di riconciliazione e il processo di transizione in atto è un deputato del parlamento somalo che chiede di rimanere anonimo per motivi di sicurezza. Nella capitale somala, per il quinto giorno consecutivo, è in corso la Conferenza dei capi tradizionali incaricati di selezionale gli 825 membri dell`Assemblea Costituente. Questa, in base agli Accordi di Garowe siglati nei mesi scorsi, dovrà approvare la bozza finale della nuova Costituzione e nominare i membri del parlamento, chiamati a loro volta ad eleggere uno speaker e un presidente. "Molte delle persone che volevano candidarsi per i ruoli pubblici della nuova amministrazione che nascerà ad agosto prossimo, hanno ricevuto minacce e avvertimenti. Qualcuno si è trovato uomini dei servizi di intelligence alla porta di casa incaricati di accompagnarli all`aeroporto", racconta il rappresentante, invocando un intervento urgente delle Nazioni Unite e della Comunità internazionale nel supervisionare un processo, "già imbrattato da pesanti irregolarità e abusi".
 In base alla `Road map` approvata col sostegno del comitato di contatto per la Somalia e all`indomani della Conferenza di Londra del febbraio scorso, entro la metà di agosto le attuali Istituzioni federali transitorie dovranno lasciare il posto a nuove istituzioni stabili. "Come si può pensare che un paese in guerra da 20 anni gestisca da solo una transizione a tappe forzate, che nel giro di pochi mesi dovrebbe portare a una nuova Costituzione, e al rinnovo totale delle istituzioni?", chiede polemicamente l`interlocutore della Misna per cui "negli ambienti politici di Mogadiscio si respira un`atmosfera di paura e omertà in cui l`appartenenza clanica, in barba a quanto viene dichiarato in pubblico dal primo ministro e dal presidente Sheikh Sharif, è l`unica cosa che conta". Nei giorni scorsi le emittenti radiofoniche somale avevano riportato le storie di alcuni capi tradizionali a cui era stato impedito l`accesso alla Conferenza, mettendo in dubbio la correttezza e trasparenza dei lavori in corso a Mogadiscio.

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di Anna Carla Broegg
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