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Intanto Consiglio di Sicurezza dell'Onu se ne lava le mani

Detenuti in Israele i 6 pacifisti italiani della "Freedom Flottilla"


Detenuti in Israele i 6 pacifisti italiani della 'Freedom Flottilla'
01/06/2010, 10:06

TEL AVIV (ISRAELE) - Continua ad essere impossibile per chiunque avvicinarsi ai circa 700 pacifisti che erano sulla "Freedom Flottilla" che portava aiuti umanitari a Gaza e che sono stati costretti sotto la minaccia delle armi dei soldati israeliani ad attraccare nel porto di Ashdod, in Israele. Da allora i 700 sono detenuti in una zona che è stata dichiarata zona militare e quindi interdetta ai civili. Tra i 700 ci dovrebbero essere i 6 italiani presenti nella flotta, ma su questo ci dobbiamo fidare di ciò che dicono le autorità di Tel Aviv, dato che non c'è modo di controllare. In un Paese civile e democratico, ci sarebbe assistenza legale e una accusa precisa, ma si sa che in Israele questi sono dettagli superflui. Forse domani sarà concesso all'ambasciatore italiano di visitare i 6 detenuti, ma è tutto da verificare.
Intanto il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, lungi dal prendere posizione o provvedimenti, si limita, con una lunga dichiarazione, a dire che è dispiaciuto di quanto è avvenuto e che si augura che non avvenga più nulla del genere.
La dichiarazione è la seguente: "Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è profondamente dispiaciuto per la perdita di vite umane e per i feriti provocati dall'uso della forza durante l'operazione militare israeliane in acque internazionali contro una flottiglia che stava navigando verso Gaza. Il Consiglio, in questo contesto, condanna questi atti che sono sfociati nella perdite di almeno dieci civili e molti feriti, e esprime le sue condoglianze alle famiglie. Il Consiglio di Sicurezza chiede il rilascio immediato delle navi e dei civili trattenuti da Israele. Il Consiglio spinge Israele ad autorizzare l'accesso delle rappresentanze diplomatiche per permettere ai Paesi coinvolti di recuperare i cadaveri e i feriti il prima possibile, e di assicurarsi che gli aiuti umanitari portati dalla flottiglia giungano a destinazione.
Il Consiglio di Sicurezza accoglie la dichiarazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla necessità di avere un'inchiesta completa sugli eventi e chiede che l'inchiesta sia rapida, imparziale, autorevole e trasparente, in conformità con gli standard internazionali. Il Consiglio di Sicurezza sottolinea che la situazione a Gaza non è sostenibile. Il Consiglio ribadisce l'importanza della piena applicazione delle Risoluzioni 1850 e 186. In questo contesto, esprime ancora una volta la sua preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza e sottolinea la necessità di un flusso costante e regolare di beni e persone a Gaza nonché una fornitura e una distribuzione senza ostacoli di aiuti umanitari per tutta Gaza. Il Consiglio di Sicurezza sottolinea che l'unica soluzione percorribile al conflitto israelo-palestinese è un accordo negoziato tra le parti e ribadisce che solo la formula a due Stati, con uno Stato palestinese indipendente che viva in pace e sicurezza a fianco di Israele e degli altri vicini, porterà pace nella regione. Il Consiglio di Sicurezza manifesta il suo sostegno ai negoziati indiretti ed esprime la sua preoccupazione per il fatto che l'incidente ha avuto luogo quando i negoziati indiretti erano in corso e spinge le parti ad agire con controllo, evitando qualsiasi azione unilaterale e provocatoria, e spinge tutti i partner internazionali a promuovere un clima di cooperazione tra le parti e in tutta la regione".
Come si vede, un mucchio di parole, ma senza condanne per la strage di civili, solo un lievissimo accenno alla tragedia di Gaza, dove un milione e mezzo di persone stanno morendo di fame e di sete a causa del blocco israeliano. E naturalmente il finale "state buoni, se potete", che assomiglia tanto all'enesima calata di brache in cui il COnsiglio di Sicurezza dell'Onu si è esibito così spesso contro i crimini contro l'umanità commessi da USA ed Israele.

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di Antonio Rispoli
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