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La Bea mette sotto accusa Air France

Disastro aereo Rio-Parigi, imperizia dei piloti


Disastro aereo Rio-Parigi, imperizia dei piloti
30/07/2011, 12:07

PARIGI – Problemi tecnici ai sensori di velocità e scarsa preparazione dei piloti Air France, sarebbero la causa del disastro aereo costato la vita nel 2009 a 228 persone del volo AF447, decollato da Rio de Janeiro e diretto a Parigi, schiantatosi purtroppo nell’Oceano al largo del Brasile.
La notte del primo giugno 2009 intorno alle 2:00, pochi minuti dopo che il comandante di bordo aveva lasciato la cabina di controllo per andare a riposarsi, i sensori Pitot dell'Air Bus si congelarono e incominciarono ad indicare misure incoerenti della velocità, e il pilota più giovane ed inesperto ai comandi non seppe dare comandi esatti disattivando il pilota automatico.
Ad accusare Air France è stato uno studio dell’Ufficio d’inchiesta francese sugli incidenti aerei (Bea), pubblicato due anni dopo il dramma, sulla base della lettura delle scatole nere del velivolo.
Secondo l'inchiesta sugli ultimi minuti del volo AF447 si sostiene che ai piloti mancasse il giusto addestramento per gestire il congelamento dei sensori di velocità e che così non siano riusciti a trattare gli allarmi di stallo mentre l'aereo cadeva nell'oceano a 200 km all'ora.
Nei particolari i piloti aerei non avrebbero risposto in maniera corretta allo ''stall warning'' puntando il naso dell'aereo in alto invece che in basso.
Il direttore di Bea Jean-Paul Troadec ha spiegato che "la situazione era salvabile", dato che uno stallo aerodinamico - da non confondersi con lo stallo dei motori - avviene quando le ali dell'aereo non sono in grado di sostenerlo e i manuali spiegano che il modo per agire è puntare il naso verso il basso per prendere l'aria dalla migliore angolazione.
Non si è fatta aspettare la replica di Air France in difesa della ''professionalità'' del suo personale, evidenziando che il problema è stato prima meccanico, e poi umano: ''Niente può far ritenere a questo stadio dell’indagine che sia da condannare la competenza tecnica dell’equipaggio''.
La compagnia aerea francese ha puntato il dito contro gli allarmi di stallo che non hanno funzionato bene, attivandosi e disattivandosi a più riprese, anche se alcuni piloti appartenenti alla compagnia hanno rivelato al quotidiano ''Le Figaro'' che formazioni specifiche per far fronte al congelamento dei sensori incriminati sono state aperte solo dopo l’incidente.
Peccato che per la commissione d'inchiesta i piloti non hanno mai compreso che l’aereo era andato in stallo, facendolo precipitare vertiginosamente per 11.500 metri in tre minuti nonostante il suono di avviso degli allarmi durato per quasi un minuto.
Bisognerà ora attendere la decisione della giustizia per stabilire le responsabilità del disastro aereo.


 

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di Zaccaria Pappalardo
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