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Sangue nel giorno in cui gli sciiti festeggiano l’Ashura

Doppio attentato in Afghanistan: oltre 30 morti

Un kamikaze si fa esplodere presso un santuario

Doppio attentato in Afghanistan: oltre 30 morti
06/12/2011, 10:12

KABUL – Nuova giornata di sangue in Afghanistan. Un doppio attentato ha scosso il Paese, già di per sé martoriato, nel giorno in cui gli sciiti celebrano l’Ashura, il martirio del nipote del profeta Maometto, Hussein, nella battaglia di Kerbala, in Iraq, nell’anno 680. Il primo attentato si è consumato proprio contro un santuario sciita, nel centro di Kabul: qui centinaia di persone si sono riunite per celebrare la festa dell’Ashura; proprio qui un kamikaze si è fatto esplodere, provocando una trentina di vittime. Sarebbero, infatti, circa trenta i corpi senza vita che, secondo la testimonianza diretta di un fotografo dell’AFP presente sul posto, sarebbero sparsi sul terreno adiacente l’edificio. Tra le vittime vi sarebbero anche molte donne e bambini. Va ricordato al riguardo che proprio durante il governo dei talebani (1996-2001) agli sciiti era stato proibito di realizzare le loro cerimonie dell’Ashura in pubblico.
Alle vittime del santuario di Kabul vanno aggiunti altri quattro morti, tra cui un soldato afghano, provocati dall’esplosione di una bomba vicino a un’altra moschea: questa volta siamo nella città di Mazar-i-Sharif, sempre in Afghanistan. Il materiale esplosivo era trasportato su una bicicletta. Nuova esplosione anche a Kandhar, dove una motocicletta imbottita di esplosivo è saltata in aria causando alcuni feriti.
Questi nuovi atti terroristici arrivano proprio nel giorno in cui il nuovo ministro degli Esteri italiano ha affidato le proprie considerazioni sull’Afghanistan ad una lettera pubblicata da Repubblica: “Nessuno può permettersi il rischio della ricaduta dell’Afghanistan in una situazione di caos”, ha scritto il ministro, sottolineando l’impegno dell’Italia a continuare ad assistere il Paese anche dopo il ritiro militare previsto per il 2014. In particolare l’Italia potrà offrire il suo contributo per “l’assistenza al consolidamento delle istituzioni afghane” e “per lo sviluppo della società civile e la promozione dei diritti”, ha spiegato Terzi. “Un Afghanistan integrato economicamente e culturalmente con i suoi vicini –ha terminato il ministro degli Esteri- può trasformarsi da problema in opportunità per tutti, inclusa l’Italia”.

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di Antonio Formisano
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