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Il presidente della Bce: "Lavoro, occorre più flessibilità"

Draghi: "Segni di stabilità, ma i rischi restano"

Grecia, ok a piano antidefault: lo spread scende a 344 punti

Draghi: 'Segni di stabilità, ma i rischi restano'
09/02/2012, 17:02

I primi segnali positivi arrivano dal fronte ellenico: la notizia dell’intesa sui tagli che allo stato scongiurerebbe il default è un anelito che fa bene ai titoli quotati in borsa. Poi lo spread cala (il differenziale è infatti a 344 punti base) ed in più il prestigioso settimanale Time dedica la copertina al prof Monti. Titolo emblematico: “Can this man save Europe?”, ovvero, “Può quest’uomo salvare l’Europa?”, si chiedono oggi gli statunitensi mentre il premier italiano incontra “the president” Barack Obama per chiedere un aiuto all’eurozona. Una risposta agli interrogativi a stelle e strisce rilanciati dal settimanale al momento non c’è, ma il vento dell’ottimismo accarezza persino chi, fino a meno di un mese fa, parlava della depressione economica che affossa tutto il vecchio Continente. “Vi sono segni di stabilizzazione nell'attività economica ma i rischi restano. E le prospettive sono incerte”. Il presidente della Bce Mario Draghi preferisce rimanere coi piedi per terra, eppure non nasconde che nel 2012 si potrebbe assistere a una “graduale ripresa nell' Eurozona”. L’ultimo trimestre del 2011 verrà ricordato come uno dei periodi peggiori per i mercati, ed ora si guarda ad un futuro dove s’intravedono delle timide prospettive di crescita. Certo, occorrerà ancora del tempo, e la ripresa sarà certamente lenta. L'inflazione - dice il presidente della Bce nella conferenza stampa tenuta a Francoforte al termine del consiglio direttivo che ha deciso di tenere invariato il costo del denaro all'1% - viaggerà sopra il 2% “per diversi mesi per poi scendere sotto i target”. Draghi però frena i facili entusiasmi ed avverte: “La crisi del debito non è risolta e la prudenza resta d'obbligo”, anche se la notizia dell'accordo nel governo greco sui tagli chiesti dalla Troika in cambio degli aiuti, l'accordo anti-default che il premier Papademos ha anticipato al telefono al presidente della Bce, distende il clima di chi ormai dava in bancarotta il paese ellenico. Lo spread cala, bene così. E le parole del numero uno della Bce portato il differenziale ai livelli di settembre 2011. “Sono fiducioso che tutte le tessere del mosaico andranno al loro posto” dice Draghi lasciando capire che ora è più vicina anche l'intesa con i creditori privati. Non mancano alcune considerazioni sull’articolo 18 e la flessibilità del lavoro. Per Draghi “bisogna ridurre le rigidità”, aggiungendo che nei paesi dell'area euro sono necessarie “riforme strutturali per rafforzare le economie, tra cui riforme ambiziose sulla concorrenza nei mercati di prodotti e servizi”.
 

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di Davide Gambardella
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