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Due autobomba esplodono fuori ad una scuola

Duplice attentato a Damasco. 40 morti tra cui bambini

I ribelli: "Non siamo stati noi"

Duplice attentato a Damasco. 40 morti tra cui bambini
10/05/2012, 11:05

Quaranta morti, tra cui studenti e bambini, e centosettanta feriti. E' questo per adesso, secondo la tv di stato siriana, il bilancio del duplice attentato compiuto stamani intorno alle 8:00 alla periferia sud di Damasco, nei pressi della tangenziale meridionale, all'incrocio detto Qazaz. Il luogo della strage, un palazzo che ospita i servizi segreti, è a pochi passi da una scuola dove in quel momento si stavano recando genitori e bambini. La tv di Stato parla di azioni terroristiche, ma i ribelli avvertono: "Non siamo stati noi". L'esercito libero siriano (Esl), piattaforma che riunisce i soldati disertori anti-regime, ha smentito ogni legame col duplice attentato e ha ribadito la volontà di rispettare il cessate il fuoco, formalmente in vigore in Siria dal 12 aprile su richiesta delle Nazioni Unite. Sul luogo delle due esplosioni carcasse di auto bruciate e uomini che raccolgono resti umani da terra e dall'interno delle vetture. Le esplosioni sono dovute a due autobomba. Un residente, che ha raccontato di esser arrivato a circa un centinaio di metri dal luogo di una delle esplosioni prima di esser respinto dalle forze di sicurezza, ha detto di aver visto vetri rotti e donne in lacrime. Le scuole nelle vicinanze hanno rimandato a casa i bambini per la giornata. Un altro residente ha raccontato che la polizia ha isolato il distretto di Kfar Souseh, che ospita un centro dell'intelligence militare, e che sono risuonati colpi d'arma da fuoco nell'aria. Intanto, si è appreso che il comandante della missione di osservatori Onu in Siria, il generale norvegese Robert Mood, è accorso in visita sul luogo, come riferisce Hanna Khashan, corrispondente dalla Siria della tv panaraba al Arabiya.  "È probabile che si debba tornare al Consiglio di sicurezza per chiedere una forza più robusta, fino a 2-3000 uomini e in grado di intervenire in base al capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. Una missione cioè armata, capace di garantire la protezione di alcune aree e la sicurezza degli osservatori che oggi è invece affidata al governo siriano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, a proposito della missione Onu in Siria prevista dal piano di pace Annan. "Il modello libico - sottolinea - è irripetibile. Ma il capitolo VII è stato utilizzato in molte altre occasioni. E in tante altre avrebbe potuto evitare massacri, come quello di Srebrenica. Russia e Cina - prosegue - per ora non approverebbero una missione armata ma potrebbero se si convincessero che la situazione non è più accettabile. Noi crediamo nel piano di pace Annan - sottolinea il titolare della Farnesina - ma con preoccupazione e perplessità. Damasco sta utilizzando una forza spropositata, inimmaginabile anche in presenza di un'insorgenza". Nel frattempo, il Consiglio nazionale siriano (Cns), principale piattaforma delle varie opposizioni siriane all'estero e di cui fanno parte anche membri del movimento rivoluzionario in patria, ha condannato il duplice attentato compiuto alla periferia sud di Damasco ed ha accusato il regime di esser dietro alle esplosioni. Lo si legge in una nota diffusa ai media dallo stesso Cns. "La Turchia ha un ruolo importante, ha la conoscenza di quella parte del mondo ed una forte presenza come stato membro delle Nazioni Unite e della Nato quindi può svolgere un ruolo importante nella crisi siriana fermo restando che è una crisi molto complicata ed è importante che la comunità internazionale abbia una posizione unitaria come quella che si è potuta stabilire anche con l'elaborazione del piano Kofi Annan". Lo ha detto Mario Monti alla tv turca 'Trt Turk', a proposito della situazione in Siria e del ruolo della Turchia.

 

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di Veronica Riefolo
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