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L'Interpol ha emanato un avviso di cattura internazionale

E' caccia in tutto il mondo a Julian Assange


E' caccia in tutto il mondo a Julian Assange
01/12/2010, 09:12

STOCCOLMA (SVEZIA) - Ormai è il criminale più ricercato al mondo. Parliamo di un serial killer? Di un terrorista? Di una persona che si è macchiata di crimini contro l'umanità? No, è Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. Ufficialmente è ricercato solo dal Tribunale di Stoccolma per "essere interrogato in merito a denunce di stupro". Ma per un caso del genere non viene emesso dall'Interpol un "red notice", cioè un avviso ai 188 Paesi con cui collabora la polizia internazionale per trovare ed arrestare Assange. Addirittura è stato inserito nella lista dei "most wanted", cioè dei più ricercati.
Intanto i suoi avvocati hanno presentato ricorso alla Corte Suprema di Stoccolma contro il mandato di arresto; una decisione è attesa al massimo per l'inizio della settimana prossima. Ma per contro sparisce la possibilità di un asilo politico in Ecuador: ieri il vicepresidente Kintto Lucas aveva offerto questa possibilità al fondatore di Wikileaks; ma oggi il Presidente Rafael Correa l'ha smentito, sostenendo che la dichiarazione è stata fatta a titolo personale e senza consultare nessuno.
Intanto Assange, in una intervista telefonica col Time Magazine, chiede le dimissioni del Segretario di Stato americano, Hillary Clinton: "Deve fare un passo indietro se si può dimostrare che è stata responsabile dell'aver ordinato alla diplomazia americana di spiare le Nazioni Unite violando le convenzioni internazionali firmate dagli Stati Uniti".
Intanto il premier italiano Silvio Berlusconi, al termine di un incontro bilaterale, ha ottenuto dalla Clinton una dichiarazione di sostegno politico, che è immediatamente arrivata: "Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama". Poi il Segretario di Stato ha ringraziato l'Italia per il sostegno militare che sta dando in Afghanistan e ha concluso: "Tanto le Amministrazioni repubblicane quanto quelle democratiche sanno che possono contare sull'Italia e su Berlusconi per realizzare e sostenere i valori che condividiamo"

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di Antonio Rispoli
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