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Il Governo di Quito potrebbe rifiutare l’asilo politico

Ecuador: no a salvacondotto per Edward Snowden


Ecuador: no a salvacondotto per Edward Snowden
28/06/2013, 10:04

QUITO -  Smentisce  il  governo dell'Ecuador  di aver garantito un salvacondotto a Edward Snowden, l'informatico americano ricercato per spionaggio da Washington e bloccato all'aeroporto di Mosca dopo aver chiesto asilo politico al Paese del Sudamerica.

"Noi assicuriamo che il governo dell'Ecuador non ha autorizzato alcun salvacondotto o documento da rifugiato che permetta a Snowden di essere trasferito nel nostro Paese", ha dichiarato alla stampa il ministro ecuadoriano incaricato dei rapporti con il parlamento, Betty Tola.

Proprio ieri, l'Ecuador ha annunciato che intende rinunciare agli accordi commerciali con gli Stati Uniti, poiché questi potrebbero essere utilizzati come strumento di "ricatto" nel caso in cui Quito concedesse asilo politico alla talpa 29enne che ha rivelato al mondo programmi di sorveglianza dell'intelligence americana.

"L'Ecuador non accetta pressioni o minacce da nessuno, non baratta o sottomette i suoi principi a interessi mercantili, qualunque sia la loro importanza", ha detto il portavoce del governo di Quito, Fernando Alvarado. Secondo le stime di Bloomberg, rinunciando al rinnovo degli accordi commerciali, l'Ecuador rischia di perdere almeno 40.000 posti di lavoro.

Le dichiarazioni di Alvarado sono arrivate in risposta a quelle del senatore democratico del New Jersey Robert Menendez, presidente della Commissione Esteri del Senato, che aveva affermato: "Il nostro governo non premia i paesi che si comportano male".  Se Snowden dovesse ottenere asilo in Ecuador, ha aggiunto Menendez, "mi impegnerò per prevenire il rinnovo dell'importazione senza tasse dei beni", riferendosi al programma Generalized System of Preferences, che garantisce a un certo numero di Paesi la possibilità di esportare prodotti negli Stati Uniti senza costi. "Le preferenze sono un privilegio che viene concesso a certe nazioni, non un diritto", ha detto Menendez.

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di Rosario Scavetta
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