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El Baradein: "Il presidente deve andarsene subito"

Egitto: 2 milioni in piazza contro Mubarak

Teheran: 3 ufficiali Usa e 2 israeliani a fianco di Suleiman

Egitto: 2 milioni in piazza contro Mubarak
01/02/2011, 14:02

IL CAIRO (EGITTO) - Doveva essere la "marcia del milione", ma gli organizzatori sono stati pessimisti. Nonostante i treni siano fermi intorno alla capitale egiziana, per scoraggiare coloro che vengono da fuori, si stima che due milioni di persone si siano radunate nella gigantesca piazza Tahrir e nelle strade limitrofe, per chiedere la cacciata dal Paese del Presidente Hosni Mubarak. Qualche problema all'ora della preghiera: le persone presenti all'impiedi hanno dovuto trovare man mano lo spazio per inginocchiarsi verso la Mecca, ma finora non ci sono incidenti. E questo per due motivi: innanzitutto la presenza di un folto servizio di sorveglianza, formato da persone armate di bastoni e fucili; e poi il fatto che l'esercito ha garantito il suo appoggio ai manifestanti - tra l'altro, anche con un lancio di volantini da un elicottero - e quindi non sta intervenendo.
Secondo il Premio Nobel El Baradein, diventato il politico simbolo dell'opposizione, il Presidente Mubarak se ne deve andare immediatamente, se vuole salvarsi, perchè la rabbia della gente è troppa. Ma non sembra che siano queste le sue intenzioni. Anche se i Fratelli Musulmani - partito di ispirazione religiosa e principale partito di opposizione in Egitto - hanno respinto le sue proposte di collaborazione e hanno dichiarato che continueranno nelle proteste. Ma secondo il Teheran Times, un quotidiano iraniano, Stati Uniti ed Israele stanno intervenendo attivamente nella rivolta. E l'hanno fatto mandando un gruppo di ufficiali (tre statunitensi e due israeliani) incaricati di mantenere il potere a Munarak oppure al vice Suleiman, collaboratore della Cia in operazioni di rapimento e tortura di sospetti alleati di gruppi islamici, come nel caso italiano di Abu Omar. A guidare il gruppo ci sarebbe il generale Sisson, e sarebbero incaricati di manipolare la folla per ottenere un colpo di Stato che non cambi la sostanza delle cose.
Ma anche l'Iran sta interferendo pesantemente con la vicenda. Oggi nel Paese si festeggia il 32esimo anniversario della rivoluzione khomeneista, e non è un caso che sulla TV di Stato venga trasmesso quasi di continuo un discorso fatto da Khomeini molti anni fa, in cui incitava i cittadini egiziani a sollevarsi "gettare fuori dalla regione i rifiuti dell'arroganza globale". L'ultima espressione ingiuriosa era riferita agli Stati Uniti.

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di Antonio Rispoli
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