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Violenze scatenate dopo il rapimento di una ragazza domenica

Egitto: 2000 salafiti bruciano una chiesa e abitazioni cristiane

E' avvenuto nel villaggio di Meet Bashar a 50 km dal Cairo

Egitto: 2000 salafiti bruciano una chiesa e abitazioni cristiane
15/02/2012, 16:02

IL CAIRO - Ieri estremisti islamici hanno bruciato la chiesa di Saint Mary e Saint Abram e alcune abitazioni cristiane nel villaggio di Meet Bashar, nella provincia di Sharqia, a circa 50 chilometri a nord est dal Cairo. Erano in duemila i salafiti che hanno attaccato la chiesa, la casa del parroco e altri edifici e automobili della comunità copta. Le violenze erano state scatenate in seguito alla scomparsa di una ragazza cristiana di 14 anni di nome Rania Khalil, sparita lo scorso 12 febbraio, dopo la conversione del padre all'Islam. Secondo i salafiti, i cristiani hanno rapito la ragazza per evitare che venisse anche lei convertita all'islamismo. Rania è stata ritrovata oggi. Nei prossimi giorni sarà interrogata insieme alla madre dalla polizia.
La notizia è stata riportata dall'agenzia AsiaNews. Nell'area si sono verificati intensi scontri tra estremisti islamici e cristiani negli ultimi giorni. Oggi i villaggi nel circondario sembrano aver ritrovato una certa tranquillità, grazie all'intervento della polizia e alla mediazione di alcuni leader del partito Giustizia e Libertà dei Fratelli musulmani che hanno vinto le scorse elezioni. I militanti del partito sono riusciti a convincere i salafiti a lasciare il villaggio. Intanto, il portavoce della Chiesa cattolica egiziana, padre Rafic Greiche ha dichiarato ad AsiaNews che dopo la vittoria dei partiti islamici alle elezioni, in Egitto sono aumentati gli attacchi contro la comunità copta. "I radicali islamici - ha spiegato padre Greiche - utilizzano il pretesto dei casi di conversione dall'Islam al cristianesimo e viceversa per attaccare e spaventare la comunità copta e costringerla alla fuga. Ciò accade in tutto l'Egitto. Il problema è che chiunque si converte al cristianesimo è un reietto. Chi invece denuncia le conversioni forzate all'Islam non viene difeso dalle autorità e nella maggior parte dei casi è costretto a ritirare le accuse attraverso pressioni e minacce".

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di Emanuele De Lucia
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