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L'Ue si appella al Rais:"Elezioni libere"

Egitto, l'esercito con i manifestanti:"Proteste legittime"

Migliaia in piazza e le forze armate:"Non useremo le armi"

Egitto, l'esercito con i manifestanti:'Proteste legittime'
31/01/2011, 21:01

CAIRO - Ancora una volta, i divieti imposti da quello che è un vero e proprio regime, vengono pubblicamente e platemente sfidati dai migliaia di manifestanti che da giorni chiedono la deposizione del governo e le dimissioni di Hosni Mubarak.
Per la prima volta, anche l'esercito ha palesato la sua linea di pensiero riguardo le contestazioni che infiammano il paese africano. In un comunicato diramato attraverso la Tv di stato, si è infatti precisato che "le forze armate non useranno la violenza contro i cittadini, ma mettono in guardia contro atti che possano minacciare la sicurezza dello Stato". Insomma: le proteste sono "legittime" e "la libertà d'espressione  è garantita per tutti unicamente con mezzi pacifici".
Intanto, l'opposizione, prepara la "marcia del milione" per il prossimo martedì, nel cuore del Cairo.

APPELLO DALL'UE:"ELEZIONI LIBERE"
Contestualmente, i leader dei 27 paesi dell'Ue, dopo la riunione nel Consiglio Affari, hanno richiesto al governo egiziano di organizzare e soprattutto garantire "libere e giuste elezioni" ai propri cittadini. Unica diplomazia che è parsa favorevole al governo di Mubarak, è stata quella Israeliana; con un comunicato ufficiale inviato agli Stati Uniti e ad altri stati del vecchio continente dove si richiedeva l'appoggio al Rais ed al suo esecutivo. Tuttavia, dai ventisette, arriva un monito preciso:"Intraprendere una transizione ordinata verso un governo con base ampia, che conduca a un processo di riforme democratiche, con il pieno rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, che spiani la strada a elezioni libere ed eque".
In questo senso, si è cercato di mediare tra le due "filosofie" diverse espresse da Inghilterra, Francia, Usa e Italia, favorevoli alle elezioni che avrebbero poi decretato la vittoria o la sconfitta e la Germania. I tedeschi, insieme ad altri paesi dell'Ue, erano infatti invece propensi a deporre direttamente Mubarak e ad indire nuove elezioni.

ISRAELE PRO MUBARAK
Per lo stato di Israele, però, è assolutamente necessario "mettere un freno alle critiche pubbliche contro il presidente Hosni Mubarak"  e favorire la sopravvivenza dell'attuale regime egizia per il bene "dell'intero Occidente e di tutto il Medio Oriente".

USA CONTRO IL RAIS
Ma l'appello dello stato ebraico sembra non essere stato recepito dagli Usa che, prima con Hilary Clinton e poi con Barack Obama, hanno ribadito l'esigenza improrogabile di  "una transizione ordinata verso un governo che risponda alle aspirazioni del popolo".

DAL POPOLO:"L'ESERCITO SCELGA"
Intanto, dal serrato e coeso fronte dell'opposizione, arriva un messaggio chiaro rivolto alle forze armate: scelgano tra Mubarak e l'Egitto e lo facciano presto. A tal proposito, come riporta il Sunday Times, il neo vice presidente egiziano, il generale Omar Suleiman, e il ministro della Difesa, Mohammed Tantawi, hanno chiesto a Mubarak di dimettersi.
In cambio, gli avrebbero assicurato un'uscita di scena "rispettabile" ed utile a non mandare in frantumi ciò che è stato costruito in 30 anni di governo ininterrotto. La situazione resta dunque "calda" ed incerta, con il leader libico Muhammar Gheddafi che ha già telefonato per ben tre volte il presidente egiziano. Non chiaro il contenuto della chiacchierate tra i due ma, di sicuro, anche il dittatore della Libia sente nell'aria la possibilità che esploda una rivolta altrettanto forte e devastante nel suo paese.

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di Germano Milite
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