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Obama avverte:"Servono riforme concrete"

Egitto: Mubarak destituisce il governo, 20 i morti accertati

Assaltati i palazzi del governo, oltre 1000 i feriti

Egitto: Mubarak destituisce il governo, 20 i morti accertati
29/01/2011, 11:01

CAIRO - Un perpetuo e fragoroso "Vattene, Vattene" rivolto a Hosni Mubarak è stato intonato da decine di migliaia di manifestanti e si è udito per diverse ore nel cuore della capitale egiziana. Militari e polizia hanno aperto il fuoco, lasciando sull'asfalto i corpi di 20 persone ma non riuscendo a zittire nemmeno per un istante l'urlo di protesta della folla.
Al Cairo come a Suez, passando per Alessandria, Ismailia e Porto Said, le persone scendono in piazza e bruciano le sedi dei partiti, assaltando i palazzi istituzionali; chiedendo a gran voce la destituzione dell'attuale governo. Il Rais, per tentare di placare la rivolta popolare, ha tenuto un discorso alla tv di Stato dove ha assicurato un rimpasto completo dell'esecutivo e nuove riforme in tempi brevi. Ma la popolazione non si fida e, con essa, anche Barack Obama ha dimostrato qualche riserva:"Gli Stati Uniti sostengono il diritto di libera associazione e la libertà di esprimersi in Egitto - ha dichiarato Obama - , come in tutto il mondo: tutti i governi hanno il dovere di governare sulla base del consenso". Subito dopo, il presidente americano ha assicurato di averl parlato "con Mubarak dopo il suo discorso alla nazione. Il presidente egiziano ha assicurato maggiore democrazia. Ora deve essere conseguente a questi impegni".
L'inquilino della Casa Bianca ha poi concluso ribadendo il "diritto degli egiziani di decidere sul proprio futuro" ed esortando le forze dell'ordine a non utilizzare la violenza per contrastare le continue e capillari manifestazioni che interessano il paese. Nonostante il coprifuoco comandato dal governo e l'oscuramento di tutti i mezzi di comunicazione (in primis internet e telefoni cellulari), le folle si sono radunate subito dopo la preghiera del venerdì ed hanno manifestato fino a notte fonda.
Non sono mancati gli scontri con le forze di polizia ed i militari, con 20 morti e oltre 1000 feriti accertati. Gli scontri più sanguinosi ci sono stati però a Suez, con 11 vittime contate tra i manifestanti. Altri cinque morti ci sono poi stati al Cairo, 2 a Mansura ed uno sul Sinai. In tutto, fino ad oggi, per quella che è stata definita "la rivoluzione del 25 gennaio", hanno perso la vita 25-26 persone, tra cui un poliziotto. Nella giornata ed in particolar modo nella notte di ieri, su twitter e sulle tv arabe, è stata diffusa la notizia della vera e propria fuga da parte di vip e tycoon che, presi dal panico e terrorizzati dalla folla inferocita, hanno abbandonato il paese con i propri jet privati.
Per alcune ore si è vociferato anche della fuga dello stesso Mubarak che, però, ha smentito la vox populi comparendo in video e dicendosi "molto dispiaciuto" per le vittime e pronto a destituire praticamente tutta la vecchia classe dirigente ad eccezione, però, di se stesso. Per tale motivo, si pensa che la protesta in Egitto non si placherà: la folla, infatti, chiede da giorni  le dimissioni e l'abbandono di ogni attività in primis del Rais che è in carica dal 1981 e che sembra voler mantenere il proprio incarico a tutti i costi.

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di Germano Milite
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