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Egitto: no al test di verginità sulle detenute

Verdetto dell'alta Corte amministrativa del Cairo

Egitto: no al test di verginità sulle detenute
28/12/2011, 18:12

CAIRO - L'alta Corte amministrativa del Cairo ha posto fine all'aberrante pratica del test di verginità, applicata dall'esercito, in modo del tutto illegale, sulle detenute arrestate durante le manifestazioni dei mesi scorsi.
Dopo una serie di denunce portate avanti da vari movimenti egiziani per i diritti umani, contro il presidente della giunta militare Hussein Tantawi, che è alla giuda del Paese dopo la caduta di Hosny Mubarak.
Samira Ibrahim, 25 anni, originaria della regione del Sohag (Alto Egitto), è stata una delle prime donne a denunciare l'accaduto, arrestata il 9 marzo scorso durante una manifestazione pro-democrazia al Cairo.
Samira racconta che insieme ad altre 17 donne ha subito scosse elettriche da parte dei militari "che ci insultarono e ci accusarono di provenire da una casa chiusa" afferma.
- "Un ufficiale ci disse di essere venuto per chiarire se eravamo o meno delle prostitute, e poi ci sottopose ai test sella verginità sotto controllo medico ".
La giovane è l’unica delle sei attiviste ad aver denunciato i militari, nonostante le minacce e i rischi di ritorsioni.
La pratica dei test di verginità forzati è stata denunciata come una forma di "tortura" e di violenza sessuale da parte delle organizzazioni egiziane e internazionali di difesa dei diritti umani, in particolare da Amnesty International e Human Rights Watch.
Le autorità militari si sono difese spiegando che tale pratica veniva utilizzata esclusivamente come forma di controllo per evitare false denunce di stupro da parte delle detenute, e non come forma di tortura.
Il capo della giustizia militare, Adel Mursi, ha affermato che la decisione presa oggi dal tribunale amministrativo è però "inapplicabile",  in quanto non esisteva "nessun ordine che prevedeva di effettuare test di questo tipo" nelle prigioni militari.
- "Se tutto ciò è accaduto, è stato un atto personale che richiede l'apertura di un'inchiesta per crimini", ha aggiunto.
- "Spero che il verdetto della Corte civile – ha affermato Samira – mi aiuti a vincere la causa contro l’ufficiale che ha condotto i test. Loro possono dire ciò che vogliono, ma io desidero che egli venga perseguito e con lui coloro che hanno dato l’ordine”.
Il processo del militare accusato di avere eseguito l'esame dovrebbe aprirsi a inizio gennaio 2012 davanti a un tribunale
militare.
 Lo scorso 20 dicembre migliaia di donne sono scese in piazza per denunciare gli abusi dei militari e chiedere il rispetto della dignità umana.

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di Broegg Anna Carla
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