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Dopo la strage di Port Said è caos politico nel Paese

Egitto: scontri tra manifestanti e polizia. Due morti a Suez


Egitto: scontri tra manifestanti e polizia. Due morti a Suez
03/02/2012, 11:02

IL CAIRO - Dopo la carneficina allo stadio di Port Said, diventa sempre più in salita la strada verso la stabilità nell’Egitto del post Mubarak. La strage di mercoledì scorso, infatti, sembra aver generato un vero e proprio terremoto politico, al punto tale che il centro del Cairo torna ad infiammarsi: i manifestanti puntano il dito contro le forze di sicurezza e il governo. La giunta al potere è finita nuovamente nel mirino dell’opposizione e dei dimostranti: il premier Kamal al-Ganzouri ha riconosciuto la propria responsabilità istituzionale in relazione a quanto accaduto, e davanti al Parlamento riunito in seduta di emergenza si è detto pronto a “renderne conto” e ad “adempiere qualsiasi direttiva mi sia impartita”, alludendo a un’eventuale rinuncia all’incarico. Ma il Parlamento, che ha votato esprimendosi in favore dell’apertura di una inchiesta, ha presentato un reclamo formale contro il ministro dell’Interno Mohamed Ibrahim, accusandolo di negligenza.
Intanto, è di due morti il bilancio degli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nella città egiziana di Suez. Lo riportano i media locali, spiegando che i due civili sono morti per le ferite da arma da fuoco riportate negli scontri avvenuti ieri sera, quando un gruppo di manifestanti hanno attaccato con pietre e molotov la sede delle forze di sicurezza. All'attacco gli agenti hanno risposto con i gas lacrimogeni e sparando alcuni colpi per disperdere la folla. Sono 25, invece, i manifestanti rimasti feriti. Nuove proteste sono in programma per oggi in tutto il Paese.

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di Antonio Formisano
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