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Manifestazione domenica con milioni di persone

Egitto, ultimatum dell'opposizione a Morsi, due giorni per dimettersi


Egitto, ultimatum dell'opposizione a Morsi, due giorni per dimettersi
01/07/2013, 09:53

IL CAIRO (EGITTO) - I leader dell'opposizione non vanno per il sottile verso il presidente egiziano Mohammed Morsi: si deve dimettere entro le 17 del 2 luglio. Questo il messaggio lanciato dopo le imponenti manifestazioni di piazza contro Morsi (secondo l'opposizione erano 17 milioni i manifestanti; stime più neutrali parlano di 2 milioni; ma si tratta comunque di una massa imponente) che hanno attraversato le principali egiziane domenica. 
Un ultimatum che però il presidente ha già respinto, affermando che non si dimetterà mai. La risposta dell'opposizione è stata l'invito ai manifestanti di restare in piazza finchè il presidente non si sarà dimesso.  
Ma dietro questo scontro tra Fratelli Islamici e oppositori ci sono seri problemi economici. Ormai la produzione di petrolio in Egitto è ridotta ai minimi termini, dato che i suoi pozzi sono stati molto sfruttati; mentre continuano le politiche di sovvenzioni per l'elettriocità, il carburante, la farina ed altri generi di prima necessità. Questo ha creato seri problemi economici al Paese, tanto che la Banca centrale egiziana sta bruciando tutte le sue riserve di valuta forte per comprare carburante e cibo all'estero. Ormai gli restano solo 14 miliardi di dollari, una quota sufficiente alle necessità del Paese per pochi mesi. Sono in discussione dei prestiti con il Fondo Monetario Internazionale, che però in cambio vuole la cessazione delle politiche di sovvenzione. Argomento su cui le trattative con l'Egitto si sono incagliate. 

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di Antonio Rispoli
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