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L'opposizione minaccia disobbedienza civile

Egitto, ultimatum per Morsi:"Via entro 48 ore"

Cairo, 15 morti e svariate violenze

Egitto, ultimatum per Morsi:'Via entro 48 ore'
01/07/2013, 19:30

CAIRO-  In Egitto arriva il diktat a Morsi e  la situazione diventa sempre più incandescente all'indomani della manifestazione del 30 giugno per chiedere le dimissioni del Presidente.

L'opposizione ha, infatti, lanciato un ultimatum al leader egiziano: "Diamo tempo a Mohamed Morsi fino alle 17 di martedì 2 luglio per lasciare il potere e permettere alle istituzioni statali di preparare le elezioni presidenziali anticipate", si legge nel comunicato dei Tamarod pubblicato su un sito. In caso di rifiuto, "martedì alle 17 sarà l'inizio di una campagna di disobbedienza civile".

 La contestazione ha contagiato anche l'esercito e il governo, con cinque ministri che  hanno presentato una lettera unitaria di dimissioni spiegando di volersi unire i manifestanti e di essere contrari alla politica dell'esecutivo.

Le forze armate in un comunicato letto alla tivù di Stato, hanno dato 48 ore a tutte le forze politiche per rispondere alla richieste del popolo. In caso contrario, "saranno obbligate a presentare una road map la cui applicazione sarà controllata direttamente". L'annuncio è stato accolto da un immenso boato a piazza Tahrir, dove migliaia di manifestanti si sono nuovamente riuniti per chiedere le dimissioni di Morsi.

Il comunicato letto dal capo della forze armate Abdel Fattahel Sissi afferma: " L'Egitto e il mondo intero sono stati testimoni di come gli egiziani sono scesi in strada in manifestazioni pacifiche per esprimere la loro opinione in modo civile". "Visto che la sicurezza nazionale è in pericolo, questo ci rende responsabili, ciascuno nel suo ruolo, per mettere il Paese al sicuro. Le forze armate avevano intuito il pericolo della situazione attuale e si erano mostrate comprensive verso le rivendicazioni del popolo egiziano".

Le forze armate avevano già dato alle forze politiche una settimana di tempo, prima del 30, per uscire dal muro contro muro. Si può leggere: "La settimana è passata" senza che nulla avvenisse e questo "ha spinto il popolo a uscire per esprimersi con grande determinazione e in piena libertà". In più si è aggiunto: "La perdita di tempo non porterà che a maggiori divisioni".

Un critico momento storico per l'Egitto che non perdonerà chi non si è assunto la proprio responsabilità.

Il Fronte nazionale di salvezza egiziano ha, nel frattempo, condannato l'assalto contro il quartier generale dei Fratelli musulmani al Cairo, per il quale il ministero della Sanità ha confermato un bilancio di otto morti, mentre in tutto il Paese le vittime sono 15,  oltre alle violenze avvenute in altri centri del paese. In un comunicato ha chiesto agli egiziani di mantenere l'aspetto pacifico fin qui tenuto dalle dimostrazioni per chiedere " il cambiamento democratico e nuove elezioni presidenziali anticipate". "Restate nelle strade fino a che queste richieste non saranno soddisfatte", è stato l'appello lanciato.

Nella mattinata, però, i manifestanti hanno preso di nuovo d'assalto la sede della Fratellanza, saccheggiando completamente la struttura e trattenendo un islamico per alcune ore. L'edificio sarebbe poi stato liberato grazie all'intervento di alcuni abitanti della zona. L'ostaggio è ricoverato in condizioni critiche e secondo quanto riferito da fonti della sicurezza sarebbe stato pugnalato mentre durante l'evacuazione.

 

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di Flavia Stefanelli
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