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Non mancano scontri, attaccati diversi seggi

Elezioni in Libia, liberali in vantaggio

Le prime consultazioni libere dal 1964: in milioni alle urne

Elezioni in  Libia, liberali in vantaggio
08/07/2012, 11:07

TRIPOLI - In Libia i liberali sono "in netto vantaggio" di voti nelle due città principali del Paese, Tripoli e Bengasi, nelle elezioni tenutesi ieri: lo ha affermato il capo della principale formazione islamica, il Partito della giustizia e la ricostruzione, espressione dei Fratelli Musulmani, Mohammed Sawan, mentre lo scrutinio dei voti è in corso.
A BENGASi sono stati attaccati diversi seggi e le schede sono finite in fumo. Il blitz era stato preceduto da un’incursione negli uffici elettorali. Federalisti della Cirenaica puri e duri con l’aiuto di qualche radicale islamico li hanno saccheggiati. Subito dopo hanno portato le urne distrutte come un trofeo su una piazza della città dove invece sono stati insultati e circondati da tifosi del suffragio muniti di armi.
Ad AJDABIYA la tornata elettorale è stata sospesa dopo che venerdì un incendio aveva distrutto schede e registri. Le operazioni sono riprese solo in 20 sezioni. Anche a BREGA, sede di un cruciale terminal petrolifero, il voto è stato bloccato dai federalisti. Lo stop imposto a un aereo carico di materiali necessari per la consultazione sulla pista di Zueitina ha mandato il fumo anche le attese dei cittadini di Jalo e Ojla. A QUBA, vicino a Derna, i residenti avrebbero disertato le urne. La chiusura dei seggi potrebbe slittare a mezzanotte in alcune località più “calde”.
(Aggiornamento del 08/07/2012 a cura di Rosario Scavetta)
TRIPOLI – Giornata storica per la Libia, chiamata al voto per le prime elezioni del post Gheddafi. Si tratta delle prime consultazioni elettorali dal 1964, per le quali circa 2,8 milioni di libici dovrebbero recarsi ai seggi per esprimere il loro voto, con il quale sarà eletto il Congresso Nazionale. Dalle urne, aperte da questa mattina alle 8, infatti, dovranno uscire i nomi dei 200 parlamentari che comporranno il Congresso Nazionale Generale, il massimo organo legislativo che sostituirà il Consiglio Nazionale di Transizione, alla guida del Paese da poco dopo l’inizio, nel febbraio 2011, della rivolta popolare armata che portò alla fine del regime di Muammar Gheddafi. Il Congresso avrà solo il compito di nominare il governo e il nuovo premier.
Inizialmente al Congresso era stata affidato anche il compito di designare i 60 membri dell’Assemblea Costituente, ma il Cnt libico ha approvato nella tarda serata di ieri una legge che gli ha tolto questo ruolo e ha deciso che i Costituenti saranno eletti anche loro direttamente dal popolo in un secondo momento. Per la Costituente, che dovrà scrivere la nuova Magna Charta, i libici torneranno alle urne tra quattro mesi.
I seggi da occupare al Congresso Generale Nazionale sono duecento. Di questi, 120 sono riservati agli indipendenti, il resto sarà assegnato ai candidati di partito e il 10 per cento dell’Assemblea sarà riservata alle donne. Nella distribuzione dei seggi si terrà conto del peso di ciascuna regione del Paese: la Tripolitania avrà 100 deputati, la Cirenaica 60, il Fezzan 40. I candidati per l’elezione del Congresso sono 4.013. Secondo i dati forniti dalla Commissione elettorale i candidati indipendenti sono 2.550, quelli politici sono circa 1.200 appartenenti a 142 partiti distribuiti nelle varie regioni del Paese. Momenti di tensione hanno caratterizzato il giorno di vigilia del voto: un elicottero che trasportava materiali elettorali, infatti, è stato attaccato ieri a colpi di arma da fuoco vicino Bengasi, e un impiegato della commissione elettorale che si trovava a bordo è morto.

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di Antonio Formisano e Rosario Scavetta
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