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Entrano in Parlamento i neonazisti di Chrysi Avghi

Elezioni in Grecia, crollano i partiti pro-austerity

Samaras incaricato di formare governo di unità nazionale

Elezioni in Grecia, crollano i partiti pro-austerity
07/05/2012, 09:05

ATENE - Le elezioni legislative in Grecia, svoltesi ieri in un clima di rabbia e stanchezza da parte di un elettorato che da due anni a questa parte sopporta pesanti misure di austerity, hanno portato alla riduzione dei seggi in Parlamento dei due partiti storicamente forti, Nea Demokratia e Pasok, sostenitori dell'austerity e del governo tecnico di Loukas Papademos, e all'ascesa della sinistra radicale e di Chrysi Avghi, un partito neonazista.

In tutto sono sette i partiti che hanno registrato un numero di voti tale da permettergli di entrare in Parlamento:

- Nea Demokratia, 18,93% dei voti, 108 seggi;

- Syriza, 16,76% dei voti, 52 seggi;

- Pasok, 13,19% dei voti, 41 seggi;

- Greci Indipendenti, 10,59% dei voti, 33 seggi;

- KKE, 8,47% di voti, 26 seggi;

- Chrysi Avghi, 6,97% dei voti, 21 seggi;

- Sinistra Democratica, 6,10% dei voti, 19 seggi.

Così come previsto dall'articolo 37 della Costituzione greca, il Presidente della Repubblica Karolos Papoulias conferirà ad Antonis Samaras, capo di Nea Demokratia, partito primo per numero di voti, il mandato per formare il nuovo governo. Il leader di ND avrà tre giorni di tempo per formare un governo di unità nazionale in grado di attuare quelle misure necessarie al Paese per rimanere nell'Eurozona attraverso il prestito di 130 miliardi promesso alla Grecia dall'Unione Europea e da Washington. Qualora non si riuscisse a perseguire tale obiettivo, la Grecia potrebbe andare nuovamente al voto, a giugno, possibilità che i mercati considerano del tutto negativa.

Per formare un governo di unità nazionale, Samaras cercherà sicuramente l'alleanza di Evangelos Venizelos, leader del Pasok, con cui ha già sostenuto il governo tecnico di Papademos e ha intenzione di portare la Grecia fuori dalla crisi tenendo fede al percorso iniziato due anni e mezzo fa assieme a Bruxelles e Washington. Quest'alleanza tra Nea Demokratia e Pasok, tuttavia, non sarà sufficiente, dal momento che i due partiti, insieme, non riescono a raggiungere i 151 seggi necessari per controllare il Parlamento. Avendo rispettivamente a disposizione 108 e 41 seggi, Samaras e Venizelos raggiungono soltanto 149 seggi su 300, un numero che li porta a un soffio dalla maggioranza, costringendoli a cercare altri alleati in Parlamento.

Il problema è che gli altri cinque partiti eletti sono tutti, chi più, chi meno, contrari al memorandum d'intesa con UE e FMI. Ciò comporta il rischio che si venga a creare un esecutivo frammentato al suo interno o addirittura che non si riesca proprio a formare un esecutivo. Per tale ragione è plausibile che Samaras accetti di rinegoziare i termini degli accordi con la Trojka e che, fra tutti, cerchi un'alleanza con Fotis Kouvelis, leader della Sinistra Democratica, che ha a disposizione 19 seggi.

Queste elezioni greche, che hanno visto il 35% degli elettori astenersi dal recarsi alle urne e che si sono svolte in un momento di considerevole crisi economica, politica e sociale, hanno modificato significativamente la composizione della compagine politica greca. I greci, con ogni probabilità, hanno utilizzato il voto per manifestare il disprezzo nei confronti di quei politici che hanno accettato le misure di austerità imposte dalla Trojka senza tutelare i propri elettori. Il risultato di queste elezioni legislative, infatti, mostra chiaramente che i due principali partiti, ND e Pasok, hanno ampiamente perso consensi, che si sono spostati su altri partiti. Il partito di Alexis Tsipras, Syriza, ha quadruplicato i suoi voti, superando addirittura il Pasok e diventando la seconda formazione politica del Paese. Inoltre, molti elettori hanno deciso addirittura di dare il proprio voto agli ultranazionalisti di estrema destra di Chrysi Avghi, che per la prima volta sono riusciti ad entrare in Parlamento.

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di Vanessa Ioannou
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